La manifestazione
Un summit, dopo Verona
I grandi dell’escavazione a confronto al termine della fiera
CARRARA. Lo scossone c’è stato. E, il giorno dopo, “ the day after “ delle perquisizioni a tappeto nelle aziende del marmo coinvolte, che hanno visto all’opera ben 30 uomini della Guardia di Finanza, dal mondo del lapideo arrivano i primi commenti.
Ma anche l’impegno ad una riunione del settore che si terrà appena terminata la fiera di Verona.
Sì perché la maxi inchiesta, culminata con nove fra i big del comparto iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi accusatoria di frode fiscale e riciclaggio, è giunta nella sua prima - e delicatissima - fase proprio all’immediata vigilia della fiera del marmo di Verona. Insomma gli imprenditori, in queste ore, sono quasi tutte con le valige pronte (la kermesse veneta prende il via stamani) ma a tenere banco, più che le prospettive legate alla fiera è l’indagine che sta scuotendo dalle fondamenta il settore.
Per il re del calacata Paolo Borghini, ex capogruppo all’escavazione di Assindustria, però è errato parlare di un settore, quello del marmo, “preso di mira”.
«In 33 anni che lavoro nel lapideo - sottolinea Borghini - non mi sono mai sentito preso di mira. Non voglio entrare nel merito di una vicenda che conosco solo per aver letto sui giornali, ma credo che i controlli stiano avvenendo in tutta Italia e in tutti i settori».
Borghini prova a smorzare i toni e il nuovo capogruppo dell’escavazione della Confindustria apuana, Roberto Pino, al momento non si sbilancia.
«Non conosciamo ancora la vicenda così bene da poter rilasciare delle dichiarazioni in proposito - afferma - Dopo la fiera di Verona faremo un punto insieme agli altri imprenditori del marmo».
E intanto anche da Palazzo civico nessuno entra nel merito della maxi inchiesta.
«Ieri mattina ho visto alcuni imprenditori del lapideo - afferma il dirigente del settore marmo Marco Tonelli - Ma si trattava di un incontro per alcuni problemi relativi alle loro cave, nulla di particolare, di incontri così ne facciamo tutti i giorni».
«Dell’inchiesta della Procura - conclude Tonelli - non abbiamo assolutamente parlato. E, sinceramente, in questa fase non avremmo neppure gli elementi per entrare nel merito della vicenda».
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