Il dolore
Tasse uguali per tutti,ma periferia al buio e centro illuminato
Le argomentazioni di chi non vuole i lampioni spenti E qualcuno chiede che i soldi risparmiati siano investiti
Non sono tempi di “vacche grasse”, neanche in Comune: tocca tagliare o - per utilizzare il verbo preferito dell’amministrazione - risparmiare. Lampioni spenti, quindi, nei parcheggi più piccoli, su lungo Frigido, in via dell’Uva. Presto nei parchi pubblici. Luci “d’atmosfera”, invece, lungo il pontile, lungo viale Roma e nella maggior parte dei posteggi cittadini. Provvedimento preso per dare una bella sforbiciata alla bolletta dell’energia che sfiora quota 2 milioni. Vero, però, che chi si ritrova con luci soft davanti casa, sul risparmio qualcosa da dire ce l’ha.
E uguaglianza e parità di trattamento sono gli argomenti proposti. Sirio Fornesi vive a Lavacchio, paese della prima collina, sulla strada per la Brugiana, segnato tragicamente dalla frana del 2010. Lì il parcheggio è al buio. «Mi pare - Fornesi entra nel vivo della questione - che esista una evidente classificazione tra cittadini di serie A e serie B. In centro pulizia frequente, regolare svuotamento dei cassonetti, manutenzione del verde e delle strade. E - ecco il nocciolo - luci accese. Chi vive lì - tira le conclusione - è un fortunato. In periferia, invece, tutto è più approssimativo e ora anche lampioni spenti. Meno efficienza? Beh, allora - la proposta è provocatoria - ci facciano pagare meno tasse».
Luci soffuse su viale Roma, metà lampioni in funzione lungo il pontile. Guido Mottini, commerciante (segretario della Lega e candidato al consiglio alle recenti amministrative) ci sta. Ad una condizione però: sapere come e dove vengono utilizzati i soldi risparmiati.
«Il problema dell’elevata spesa energetica c’è». Lo ammette anche Fabrizio Brizzi, ex assessore ai lavori pubblici. Ci tiene, però, a sottolineare che «la via del risparmio è stata imboccata dalla precedente amministrazione con l’installazione di lampade a basso consumo che hanno garantito una riduzione dei costi pari al 30%». Per l’ex assessore ai lavori pubblici spegnere i lampioni non è solo un problema di sicurezza («Su lungo Frigido ci sono state tentate aggressioni»), ma anche di vivibilità e immagine: «Così spegniamo la città davvero, una volta per tutte».
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