Attenzione
Frana Lavacchio, dubbi sullo stato di allerta
Il luogotenente dell’Arma Minoliti: «I fenomeni descritti nei bollettini erano preoccupanti»
MASSA. Il luogotenente dei carabinieri Arturo Minoliti ha parlato per più di un’ora dal banco dei testimoni, rispondendo alle domande del pm Rossella Soffio. E insinuando un dubbio in chi ha ascoltato le sue parole, lo stesso dubbio che ha esposto nella relazione finale sull’indagine sulla frana di Lavacchio, quella che nella notte del 31 ottobre del 2010 si è portata via la vita di Nara Ricci e del suo figlioletto Mattia. Il militare ha detto che l’allerta per quella notte lanciato dalla Protezione civile era di livello uno (il più basso), «ma quel moderato ottimismo non corrispondeva alle parole che invece erano scritte nei bollettini. Insomma, l’allerta era uno ma quello che dicevano sarebbe successo suonava decisamente poco rassicurante».
Il luogotenete ha anche fatto una dettagliata analisi delle indagini svolte dall’Arma a Lavacchio, spiegando al giudice come fosse impossibile per la Provincia e per chi aveva eseguito i lavori lassù non sapere delle problematiche che erano sorte: «C’era un comitato che segnalava ogni pericolo e c’erano anche i singoli cittadini che dicevano di intervenire. Ma le risposte non erano così immediate».
Accuse che colpiscono gli imputati: quattro funzionari della Provincia, un libero professionista e il titolare della ditta che ha eseguito i lavori contestati dai periti nominati dai pm Rossella Soffio e Federico Manotti (dopo il suo trasferimento a Genova però l’inchiesta è rimasta alla Soffio). Si tratta di Giuliano Arrighi, capo settore dei lavori pubblici della Provincia; Mauro Alberti, responsabile servizio strade; Nicola Rossetti, responsabile servizio di costa; Libero Ballerini, capo cantoniere (colui che aveva il compito di verificare lo stato delle strade). Il libero professionista che ha certificato i lavori invece è Antonio Cirillo e il titolare della ditta è Paolo Busticchi. Per loro l'accusa è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.
Domani gli ultimi testimoni del pubblico ministero. Entro la fine dell’anno, ma probabilmente si andrà a inizio 2014, la sentenza.
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