Il Tirreno

Zubbani: abbiamo sempre collaborato con la Gf

Il sindaco: «Il Comune ha fornito materiale che era stato chiesto». No comment sull’indagine. Mondo del lapideo scosso alla vigilia della fiera di Verona

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CARRARA. Un terremoto nel mondo del marmo che, stando alle dichiarazioni delle istituzioni, delle associazioni e degli addetti ai lavori, avrebbe colto tutti di sorpresa. Nonostante la Procura starebbe lavorando all’indagine ormai da tempo.

Il sindaco Angelo Zubbani ovviamente non si pronuncia in merito all’intervento della Finanza disposto dalla Procura di Massa, ma si limita a dire: «Da tempo gli uffici comunali stanno collaborando circa la richiesta di informazioni da parte della Guardia di finanza, relativamente alle statistiche comunali sul marmo, e sulle singole cave. Noi abbiamo adempiuto alle richieste, fornendo tutto il materiale conoscitivo in nostro possesso. E continueremo a garantire la nostra disponibilità».

«Sugli accertamenti in atto - conclude il sindaco - non possiamo che attendere gli esiti delle indagini».

Sulla commercializzazione del marmo, anche il vice sindaco Andrea Vannucci, si attiene a quelle che sono le competenze del Comune in merito ai canoni: «Abbiamo impiantato un sistema sul valore di mercato del marmo, ma non abbiamo certo i libri contabili delle aziende. E, data la complessità della materia, ci sono gli arbitrati - si limita a dichiarare - . Comunque, più si fa chiarezza, meglio è».

Il direttore di Assindustria, Andrea Balestri, è molto abbottonato.

«Non sono a conoscenza di controlli in corso in aziende- afferma il direttore della Confindustria apuana - Ricordo solo episodi passati: qualche mese fa la mattina un imprenditore del marmo mi chiamò dicendomi che erano arrivati tanti i finanzieri alla sua casa e in azienda e che avevano prelevato un po’di scatole di materiale. Poi più nulla. Circa un anno fa la Finanza inviò ad aziende dei fogli da compilare, ma le ditte avevano difficoltà a compilarli, e come associazione industriali demmo la nostra disponibilità a collaborare».

Nessuno si sbilancia in commenti sull’indagine disposta dalla Procura, con l’intervento della Finanza ieri mattina. Accertamenti, a quanto pare, ancora esplorativi. Una raccolta di materiale da esaminare.

E intanto il terremoto che scuote il mondo del marmo arriva proprio alla vigilia di un appuntamento importante per il distretto lapideo apuano, quello con la fiera di Verona che proprio domani alzerà il sipario sulla edizione numero quarantotto.

Con gli stand già montati e tutto il materiale spedito alla kermesse veneta, gli imprenditori apuani (dalla provincia sono una novantina quelli che parteciperanno alla Marmomacc) hanno dovuto fare i conti con la notizia dell’operazione della Guardia di finanza: quella serie di perquisizioni che per molti addetti ai lavori sono state un fulmine a ciel sereno.

Dal mondo delle aziende, infatti, dove la notizia è rimbalzata nel giro di poche ore, nessuno si sbilancia. E, quasi tutti gli imprenditori contattati, assicurano di non sapere nulla di quanto accaduto in mattinata. Insomma dal settore non trapela niente dell’indagine a cui la Procura della Repubblica starebbe lavorando già da tempo.

Difficile sapere qualcosa in più anche dall’ambito legale: in questa fase, infatti, al vaglio dell’Autorità giudiziaria ci sono solo ipotesi di reato che vanno dalla frode fiscale al riciclaggio.

E alcuni degli avvocati da noi contattati non avrebbero, ad oggi, ricevuto telefonate dagli imprenditori visitati dalla Finanza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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