Il Tirreno

Se la crisi mette a rischio la sicurezza

Se la crisi mette a rischio la sicurezza

Tavola rotonda e spettacolo teatrale al Garibaldi: in primo piano i problemi del settore lapideo

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CARRARA. “Cresce la sicurezza cresce il lavoro”, questo il titolo dato alla settimana di incontri che la Cgil regionale e le Camere del lavoro territoriali stanno organizzando in tutte le province Toscane. Con il patrocinio della Regione e quello del Comune,e il coinvolgimento della scuola del Marmo nell’organizzazione della giornata, sarà questo l'ambito in cui questa mattina, alle 9 e 30, presso la sala Garibaldi si svolgerà la tavola rotonda “Dalla scuola al lavoro - Prevenzione e sicurezza nel settore lapideo”. A seguire, alle 21 “Italiani Cincali!”, spettacolo teatrale sulla condizione dei minatori italiani in Belgio della Compagnia del Teatro dell’Argine, diretto e interpretato da Mario Perrotta.

«Abbiamo investito su uno spettacolo teatrale di grande valore - afferma la segretaria provinciale della Cgil Patrizia Bernieri - per avvicinare anche emozionalmente i ragazzi al tema della sicurezza. Esiste ormai una devastazione del mercato del lavoro dall'inizio della crisi, nel 2008, ad oggi, siamo in continua emergenza. È in momenti come questi che si cede maggiormente a ricatti salariali e si sorvola sulla sicurezza, accettando qualsiasi condizione. Purtroppo - prosegue Bernieri - sono i giovani, alla continua ricerca di un posto di lavoro, ad essere i più deboli. Abbiamo scelto la Scuola del Marmo proprio perché non solo è tipica della nostra zona, ma chi uscirà con un diploma di questo tipo svolgerà un lavoro pesante e rischioso, dai dati, anche provenienti da fuori provincia, è ancora il settore lapideo a mietere più vittime». «È importante - sottolinea la preside Anna Rosa Vatteroni - creare una cultura della sicurezza, anche a scuola, soprattutto in una scuola come questa, in cui i ragazzi devono imparare un mestiere che non sarà certamente d'ufficio».

Il tema della sicurezza deve entrare nella società, questo il punto di vista di Michele Secchiari che, da Presidente dell'Anmil, sa di cosa sta parlando: «Ho perso una gamba in cava a 26 anni - racconta - e come me ne ho visti tanti rimanere invalidi o addirittura perdere la vita. I giovani devono essere attenti e, quando è il caso anche denunciare, anche anonimamente, situazioni inidonee. Con la meccanizzazione - prosegue - il lavoro in cava è oggi molto più sicuro ma il problema è adesso il numero di addetti: molti incidenti potrebbero venir evitati se il lavoratore non si trovasse ad operare da solo, ma affiancato da un compagno, questo, non solo per diminuire la fatica ma per assicurare un soccorso immediato».

«È infatti una buona organizzazione a fare la differenza - sottolinea dalla Asl Mauro Malacalza - io ho seguito 20 casi di morte sul lavoro e devo dire che i giovani sono spesso lasciati a loro stessi, mentre sarebbe utile un percorso di accompagnamento più lungo sul lavoro».

Fortunatamente, come ricorda Vatteroni, le aziende hanno da poco permesso e incentivato stage formativi in azienda, mentre i docenti dovranno venir formati da esperti in materia di sicurezza provenienti da INAIL e ASL. Ma qual è effettivamente la situazione a Massa Carrara? Sono certo diminuiti gli incidenti, i casi aperti sono passati dai 1843 del 2012 ai 1599 del 2013, ma parallelamente sono diminuiti anche i posti di lavoro, passando gli assicurati da 53997 a 49428, col solito risultato: l'incidenza di infortuni a Carrara è ben superiore a tutte le altre province toscane, in rapporto al numero di abitanti. «Gli indici di frequenza e di gravità - conferma dall'Inail Annalisa Piazza - purtroppo restano i più alti della Regione». «Serve serietà e valorizzazione del lavoro - aggiunge il vice sindaco Andrea Vannucci - e far passare il messaggio secondo il quale non esiste sviluppo e futuro per un'azienda senza idonee condizioni di sicurezza e tutela ambientale: questo concetto deve essere assorbito parimenti da imprenditori e lavoratori».

Barbara Monaco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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