Il Tirreno

La pm: è solo l’inizio, non ci fermeremo qui

La pm: è solo l’inizio, non ci fermeremo qui

«Stanno emergendo cose molto interessanti», l’operazione della Procura destinata ad allargarsi

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CARRARA. L’inchiesta sulle cave, culminata con le perquisizioni di ieri mattina, sarebbe solo la punta dell’iceberg di un terremoto che sta scuotendo tutto il mondo del marmo.

Un maxi lavoro da parte della Procura della Repubblica, che è bene lungi dall’essere terminata. Anzi sembra proprio che siamo solo all’inizio di un monitoraggio a 360 gradi sul mondo delle cave e, in particolare, sul commercio dei blocchi.

«Non ho alcuna intenzione di fermarmi qui»: è questo che commenta, a caldo, il pubblico ministero titolare dell’indagine, la dottoressa Rossella Soffio. Di più non si sbilancia ma la volontà di andare avanti è molto chiara. Si lascia andare solo un ulteriore commento: «Stanno venendo fuori delle cose molto interessanti».

Da quel poco che trapela dalla Procura all’indagine si starebbe lavorando già da tempo e, in questa che ormai sembra di poter definire “prima fase” sarebbero state coinvolte aziende importanti del settore lapideo, soprattutto quelle che hanno commerci frequenti e di una certa entità con paesi esteri, in particolare India e CIna.

E, quello che sembra altrettanto chiaro, è che l’inchiesta che ha portato alle perquisizioni di case e società del settore marmo, a non sarebbe frutto delle segnalazioni, che risalgono a circa un anno fa da parte degli ambientalisti e di movimenti politici, sulla presunta evasione alle cave.

Questa volta tutto prende le mosse dal lavoro del nucleo della polizia tributaria che avrebbe trovato alcune anomalie e da qui sviluppato un approfondimento di indagine per chiarire la situazione e, soprattutto, come sarebbe stato dichiarato nelle stanze della Procura, “tutelare il territorio”.

Insomma dichiarazioni abbottonatissime ma un dato di fatto certo e messo nero su bianco dal comunicato ufficiale del comando provinciale della Guardia di Finanza che è arrivato subito dopo le perquisizioni.

L’operazione, che è destinata a scuotere il mondo del lapideo, e le perquisizioni sono avvenute su ordine della Procura e le ipotesi al vaglio dell’Autorità giudiziaria sono quelle di frode fiscale e riciclaggio: connesse con l’evasione fiscale nella compravendita di blocchi di materiale lapideo di qualità pregiata.

Una situazione con ancora molti aspetti da chiarire e per la quale, attraverso le perquisizioni di ieri, è stato prelevato materiale (contabilità e, pare anche alcuni libretti degli assegni) che potrebbe rivelarsi utile ai fini del prosieguo dell’indagine.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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