Finanza
La donna travolta rimane in coma
Le condizioni della sessantenne sono disperate. In stato di choc l’automobilista
MASSA. La vita della donna investita davanti al Pirata venerdì notte resta appesa a un filo. È stata trasferita a Pisa, ma le sue condizioni restano preoccupanti. I medici sembrano scettici, ma comunque stanno tentando di strapparla alla morte. La vittima dell’incidente stradale ha 65 anni ed è di Forte dei Marmi.
Non sta bene - psicologicamente - neppure la trentenne che era alla guida della vettura che l’ha travolta. La ragazza è stata ricoverata in stato di choc, non riesce a darsi pace per quello che è accaduto. Anche perché i carabinieri le hanno trovato un tasso alcolico superiore ai due punti. Qualche cocktail di troppo, ma non solo. Si era messa comunque alla guida della sua auto, un’utilitaria. Sul sedile accanto un amico con cui aveva trascorso la serata. Lui era sobrio, eppure guidava lei.
L’incidente è avvenuto quando era da poco passata la mezzanotte e mezza: la sessantacinquenne stava cercando un punto dove poter attraversare in sicurezza. Mentre la donna si muove arriva un’auto di piccola cilindrata, la investe - almeno questa la prima ricostruzione - e la getta a terra. Le sue scarpe finiscono a decine di metri. La donna è incosciente. Vola anche lo specchietto di una vettura in sosta.
Il responsabile di sala del ristorante “La Carretta”, poco distante, sta chiudendo il locale, sente un boato seguito da un urlo, esce e vede la vittima. Immediata la telefonata la 118.
I volontari e il medico lo capiscono subito: le condizioni della 65enne sono molto gravi. Viene ricoverata nel reparto di terapia intensiva a Carrara. Entra in coma vegetativo. Viene portata a Pisa per cercare di salvarle la vita, ma più passano le ore più cresce lo scetticismo.
In viale Vespucci i carabinieri eseguono i rilievi per capire la dinamica dell’incidente, che ancora adesso non è chiarissima. Per la ragazza scatta l’alcoltest e il risultato conferma che ha bevuto davvero tanto. I militari le ritirano la patente. Sequestrata anche l’auto, intestata al padre della giovane. Smaltita la sbornia la ragazza ha capito la gravità di quello che era successo e si è disperata a tal punto che il suo medico ha preferito farla ricoverare.
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