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Coimpre, non si farà il giardino pensile «Sarebbe un salasso»
La vicesindaca e il consorzio replicano ai grillini: le aziende rischiano il fallimento, impossibile spendere altri soldi
MONTIGNOSO. Sembra non trovare fine la querelle tra il Movimento 5 Stelle di Montignoso e l'amministrazione sul comparto artigianale Coimpre.
Il M5S in un’interrogazione, ha sollevato la questione della mancata realizzazione del giardino pensile e dell’inerzia del Comune che, proprio per questa inadempienza della convenzione stipulata con Coimpre, non ha adottato alcun atto per incamerara la fidejussione da 200mila euro.
Nell’interrogazione i grillini rimarcano come l’attuale assessore Gianni Lorenzetti sia anche ex presidente di Coimpre e chiedono conto del perchè quel progetto ormai datato, visto che la fine dei lavori era prevista per il 2011 e avrebbe, non abbia portato, come invece era previsto, dai piani, alla costruzione del giardino sospeso di 1200 metri quadrati posizionato sopra il parcheggio del neonato complesso commerciale e direzionale.
Le cause del ritardo – ribatte ora l’amministrazione – non sono determinate da scarsa volontà, ma sono da collegare alla crisi e alle difficoltà economiche dell’intero comparto. «Ad oggi – spiega la vicesindaco Eleonora Petracci – l'unica opera che non è ancora stata realizzata è proprio quella dei giardini. Voglio sottolineare però che il compito dell'amministrazione è di promuovere politiche in grado di creare e sostenere le attività produttive del territorio. Un progetto del genere, in termini di costo e manutenzione, rischierebbe di colpire un interno comparto già abbondantemente indebolito dalla crisi».
Un comparto non così piccolo visto che occupa circa 200 persone e 20 ditte, e che in un periodo di crisi economica - e di generale incertezza sul futuro - vedrebbe dipendere alcune delle aspettative di chi lavora dalla realizzazione o meno di questi giardini. «Stiamo valutando le diverse alternative – continua la vicesindaco – ma abbiamo delle difficoltà in quanto non possiamo fare delle varianti al Poc (Piano operativo di comparto) perchè ci sono dei vincoli paesaggistici che ci precludono la possibilità di rimettere mano al comparto. Stiamo aspettando che la Regione riveda il piano paesaggistico, ma la difficoltà maggiore rimane quella di arrivare ad una risoluzione del progetto e allo stesso tempo non gravare sulle attività lavorative». Comunque, conclude Petracci, «questa risposta l'abbiamo già data in consiglio comunale ed è pervenuta sia da parte mia che da parte del sindaco. A quanto pare non è bastata ai 5 Stelle, ma trovo che la necessità sia quella di dare delle speranze a chi cerca lavoro e a chi cerca di non perderlo».
Anche la questione sulla polizza di fideiussione che lega Comune e Coimpre sarebbe in discussione, col rischio però che un'altra strada potrebbe allungare i tempi della pratica ed aumentare le difficoltà nella gestione del progetto. Ancora tutto da decidere quindi, tutto in rapporto alle capacità economiche di un consorzio particolarmente indebolito e poco propenso ad ulteriori spese. «Il progetto – spiega Enrico Mazzi presidente Coimpre – non è facilmente realizzabile. Un intervento del genere all'interno della situazione economica in cui ci troviamo significherebbe non solo un costo enorme per noi ma anche per l'intera comunità. Oggi due dei nostri consorziati stanno rischiando il fallimento a causa dell'impossibilità di adempiere ai mutui. Forse se i tempi dei lavori fossero stati rispettati ora vedremmo anche i giardini, ma oggi lo ritengo poco probabile».
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