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Parco, da noi le cave e in Emilia l’Unesco

Parco, da noi le cave e in Emilia l’Unesco

Franca Leverotti (Italia Nostra): avremmo potuto candidarci insieme. Basta con le attività estrattive

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MASSA. «Il Parco delle Alpi Apuane si prepara a varare un nuovo piano delle attività estrattive, il contiguo Parco dell'Appennino Reggiano si candida ad entrare tra i siti Unesco MAB-Riserva della Biosfera». L’evidenza, secondo Franca Leverotti, consigliere nazionale di Italia Nostra, di politiche ambientali ben diverse. «Come spiega l'acronimo Man, cioè Man e Biosphere, l'obbiettivo - prosegue Leverotti - è creare uno sviluppo economico compatibile con le caratteristiche ambientali e volto alla salvaguardia della biodiversità».

Non solo, Leverotti sottolinea che il nostro Parco avrebbe potuto associarsi con quello appenninico come hanno fatto l'Ente Parco regionale Emilia e Romagna e l'Ente Parco Regionale Veneto per sostenere la candidatura a riserva della biosfera del Delta del Po. «Credo - Leverotti entra nel vivo - che sia venuto per il Parco delle Alpi Apuane il momento di scegliere se continuare ad essere un corpo ibrido che al suo interno ospita una vera e propria devastazione ambientale, se abbracciare una scelta economica, quella del marmo, penalizzante per tutti dal punto di vista ambientale (le alterazioni delle vette, l'inquinamento delle acque sotterranee e di superficie, le lacerazioni del tessuto primario) e soprattutto con ricadute economiche marginali, basta citare quanto entra nelle casse del Comune di Massa ogni anno, e gli 8,30 euro a tonnellata che ricava solo da pochi giorni il nostro Comune e che sono, secondo la normativa regionale, il corrispondente economico per 4 tonnellate di montagna divelta. Ci è ignoto quanto guadagnano i concessionari delle nostre cave, ma i dati del Comune registrano 92 addetti. Esiste - aggiunge - anche il serio pericolo che un nuovo piano delle attività estrattive con la ri-apertura di cave dismesse in aree ri-naturalizzate e l'apertura delle cave in galleria pericolose per la conservazione del sistema carsico, porti anche ad una penalizzazione. Infatti il Parco ha avuto il riconoscimento di Geoparco Unesco, una qualifica che viene rivista periodicamente. Come potrà convivere con un'aumentata attività estrattiva?

Non sarebbe il caso - ecco la proposta - che Parco e Regione si attivassero per entrare nel MAB e far dichiarare il complesso carsico delle Apuane patrimonio dell'Umanità?».

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