Attenzione
«Più chiarezza sui vantaggi dall’unione con Podenzana»
AULLA. Il 6 e il 7 ottobre prossimi i cittadini di Aulla e Podenzana saranno chiamati alle urne per decidere se dare o meno il via libera alla fusione fra i due Comuni. Sulla questione, che coinvolge...
AULLA. Il 6 e il 7 ottobre prossimi i cittadini di Aulla e Podenzana saranno chiamati alle urne per decidere se dare o meno il via libera alla fusione fra i due Comuni.
Sulla questione, che coinvolge Aulla, il maggiore dei Comuni della Lunigiana, con 10mila e 743 abitanti, e uno dei più piccoli (Podenzana), che ne conta 2125, interviene il Movimento 5 Stelle Lunigiana, che «sente il dovere, essendo il primo movimento politico in entrambi i Comuni, con circa il 31% delle preferenze alle ultime elezioni politiche, di portare a conoscenza della cittadinanza gli aspetti che ritiene fondamentali per una scelta consapevole. Vogliamo ricordare, innanzitutto, che gli attuali sindaci di entrambi i Comuni sono al loro secondo e ultimo mandato consecutivo. Per effetto della fusione, nascendo un nuovo ente, sarà possibile per entrambi i soggetti concorrere nuovamente alla carica di sindaco. Benché consentita dalla legge, si ritiene questa possibilità in contrasto sia con la ratio della norma appena sopra menzionata, che vieta di concorrere per un terzo mandato consecutivo a sindaco dello stesso Comune, sia con il principio ancor più rigido del Movimento 5 Stelle, che vieta ai suoi portavoce di svolgere più di due mandati elettivi di qualsivoglia natura, questo con l’ovvio obiettivo di eliminare le carriere politiche infinite».
Altro punto fondamentale per i M5S lunigianesi è rappresentato dalla possibilità per l'eventuale nuovo Comune di derogare al patto di stabilità finanziaria per tre anni: «Questo consentirà all’ipotetico nuovo Comune di poter contrarre “allegramente” ulteriori debiti, anche in questo caso sempre a carico della cittadinanza, debiti che si sommeranno a quelli già contratti, che, nel solo anno finanziario 2012, hanno generato per entrambi gli enti un totale di 847mila e 592 euro per i soli interessi passivi. Se quanto detto non bastasse a far riflettere, si sottolineano – conclude il M5S Lunigiana – la totale assenza di una discussione attorno alla riorganizzazione dei vari uffici comunali e la “inspiegabile” certezza con cui sono stati sbandierati maggiori trasferimenti futuri da parte dei Governi statale e regionale, trasferimenti in realtà solo ipotetici, perché soggetti a limiti imprevedibili di finanza pubblica».
Gianluca Uberti
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