Il dolore
Il Carrione è più sicuro ma ancora due criticità
Sono il ponte ferroviario ad Avenza e il ponte della Bugia in città Il sindaco: ecco cosa è stato fatto in questi anni e cosa resta da fare
CARRARA. Oltre trenta milioni di euro stanziati: in parte già spesi (una ventina) e in parte ancora da spendere. E’ quanto costa la messa in sicurezza del Carrione: un’operazione partita dopo l’alluvione del 23 settembre 2003. Domani saranno dieci anni da quella bomba d’acqua che provocò ingenti danni al territorio e anche una vittima, Idina Niccolai.
La piena del Carrione, il suo straripamento in diversi punti, e l’onda assassina che si abbattè sul centro storico cittadino sono ancora un ricordo vivo nei carraresi. Cosa è stato fatto da allora, quali interventi sul Carrione hanno attraversato la legislatura Conti fino all’attuale legislatura Zubbani? E’ il sindaco Angelo Zubbani a fare il punto sulla situazione. Molto è stato fatto ma ci sono due criticità ancora da risolgere.
Il nodo del ponte Rfi. «Il progetto post alluvione ha previsto che la Provincia realizzasse lavori in alveo e sulle sponde, e che il Comune si occupasse dei ponti dal mare fino al centro storico. Come Comune – spiega Zubbani - abbiamo demolito e ricostruito, contro il rischio piene, sei attraversamenti; il settimo lo ha sistemato l’Anas sull’Aurelia ma ad Avenza le Ferrovie devono intervenire sul ponte di loro competenza: c’è un finanziamento (Regione ed Rfi) di 2,6 milioni di euro. Rfi sta elaborando il progetto in modo che “dialoghi” con i lavori della Provincia. E’ già stata firmata la convenzione e il tutto dovrà arrivare sul tavolo della conferenza dei servizi, ma non so quali saranno i tempi. E’ proprio il ponte ferroviario il nodo più grosso che resta da sciogliere al di fuori del centro storico della città. Sì, desta ancora preoccupazione quel tratto di Carrione, sia per quanto riguarda il ponte Rfi, sia per i lavori in alveo».
Dalla foce del Carrione. «La Provincia è intervenuta sulle sponde dalla foce fino alle porte della città in località Fabbrica-San Martino; resta da fare l’intervento fra l’Aurelia e il ponte Rfi». Cioè il punto che si è confermato molto critico anche nell’alluvione del novembre scorso, quando ci sono stati altri ingenti danni. «Complessivamente – dice il sindaco, carte alla mano – per i lotti di competenza della Provincia c’è stato uno stanziamento di 9,5 milioni di euro, resta da spendere in lavori ancora un milione e mezzo.
I lavori del Comune: sei ponti a prova di piena. Zubbani ricapitola gli interventi che sono stati portati a termine dall’ente locale dopo il 2003: «Rifatti i ponti di via Pucciarelli, via Giovan Pietro, via Brigate Partigiane, via Piave, via Marconi, e Stabbio. Per una spesa complessiva di 9.400.000 euro (comprensivi di opere, Iva, sminamento e altro). Soldi assegnati dalla Protezione civile nazionale per il post alluvione».
Salendo verso la città, ci sono altri lavori che sono di competenza del Comune, e un altro punto critico, «il ponte della Bugia», spiega il sindaco. Nel centro storico sono in verità due i ponti su cui intervenire per la messa in sicurezza dalle piene. Quello della Bugia e quello di Groppoli, ma il secondo preoccupa di meno. I tecnici comunali con consulenti esterni e con la Soprintendenza ai monumenti, stanno cercando la soluzione migliore, sia per la sicurezza, sia per la salvaguardia dei due ponti storici. Per entrambi c’è uno stanziamento residuale di 1.100.000 euro, «ma non c’è un progetto definitivo. Lo ha impedito finora il conflitto tra leggi, progettazione idraulica, tutela dei monumenti storici. Il nodo è sul ponte della Bugia, e tutte le energie sono state concentrate lì dai tecnici. Rispetto a una prima ipotesi di 4 anni fa che non è andata vanti, si sta ragionando su due possibili soluzioni: smontaree rialzare il ponte della Bugia, o mantenerlo in qualche modo come è. E’ allo studio una rimodulazione idraulica di quel tratto di Carrione e spero che in un mese si possa sciogliere questo nodo». Una volta deciso cosa fare con quel ponte, verranno definiti gli interventi anche per quello più a valle, di Groppoli.
Centro storico. Lotto a valle. Qui i lavori includono anche l’emergenza che si è venuta a creare quando crollò (il 2 novembre 2010) la palazzina sul Carrione. Per l’intero lotto che va dal ponte delle Lacrime al ponte di San Martino, sono stati stanziati 3.930.000 euro e le opere complessive sono in fase avanzata di esecuzione. «Siamo all’80%. La fine lavori è prevista per febbraio». In questo tratto sono state eseguite opere strutturali, di bonifica, e monitoraggio di tutte le case che si affacciano sul fiume.
Nel lotto a valle sono stati aggiunti altri tre lotti di completamento (arginature e altro), finanziati con 1.100.000 euro ma ancora da appaltare.Centro storico. Lotto a monte. Il 19 agosto sono partiti i lavori dal ponte delle Lacrime fino alla deviazione per Torano. Lo stanziamento è di 5.260.000 euro. La metodologia è la stessa del lotto a valle: interventi per migliorare il deflusso delle acque, sostanzialmente con lo sbassamento dell’alveo. Fine lavori prevista nel 2015.
Sempre a monte sono stati spesi 720mila euro sul ramo di Torano che si immette nel Carrione (faceva parte già del progetto originario di messa in sicurezza) fra via Vezzala e via Carriona. Opera già collaudata.
Altrei 2 milioni (Cipe) riguardano il progetto, non ancora decollato, per il ramo di Colonnata.
I progetti per i ponti da rifare furono approvati nel 2004 prima dell’amministrazione Zubbani, dall’anno seguente iniziarono i lavori partendo dal mare. Nel 2009 la partenza dell’iter per i lotti a valle e a monte del centro storico cittadino.
Il sindaco tira le somme: «Sia le amministrazioni precedenti che la mia, hanno sempre posto l’attenzione sulla messa in sicurezza del Carrione. I lavori ai ponti hanno dato benefici importanti. Sul tratto collassato a novembre ad Avenza, la Provincia sta facendo lavori, in attesa dell’intervento delle Ferrovie sul ponte di loro competenza. Ma richiederò intanto alla Provincia di darci rassicurazioni sulla manutenzione e sullo sgombero dei detriti che si accumulano sotto il ponte ferroviario. La Provincia dice che non ci sono problemi, ma voglio una relazione, e garanzie formali».
Cinzia Carpita
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