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Fusione, il «no» prende campo nell’assemblea al Quartieri

Fusione, il «no» prende campo nell’assemblea al Quartieri

Tanto pubblico all’incontro voluto dal comitato Salviamo Bagnone contrario all’unione con Villafranca Il sindaco Gianfranco Lazzeroni: il paese rischia di perdere una opportunità per rafforzare il territorio

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BAGNONE. Fusione tra i Comuni di Bagnone e Villafranca: i pro e i contro.

Nuova assemblea pubblica al teatro Quartieri per il tema caldo che sta animando queste settimane pre referendum, per dimostrare che la fusione è un argomento sentito e dibattuto, che fa breccia nel quotidiano tracciando i sentimenti vari e diversi che ne scaturiscono.

Se per Villafranca il «sì» parrebbe scontato, non lo è altrettanto a Bagnone.

Protagonisti della serata è stato il comitato “Salviamo Bagnone”, che ha voluto esporre le motivazione del loro dissenso verso questo processo amministrativo.

«Il confronto è stato animato - spiega Maurizio Simonini, fondatore del comitato - abbiamo ascoltato le due amministrazioni, che hanno un po’ monopolizzato gli interventi, avrei voluto sentire qualche cittadino in più. A Bagnone è più sentito come argomento, si parla di far decadere un’indipendenza non solo culturale, ma storica. Il consigliere Santini ci ha accusato di aver fatto poca informazione sull’argomento, ma lui avrebbe dovuto, in quanto di minoranza, spingere a far sì che si concretizzassero le occasioni di confronto. Per quanto mi riguarda ho cercato di limare quanto più possibile per cercare di imbastire un confronto sì acceso, ma che avesse lo scopo di fare capire bene tutti i suoi aspetti, anche i più complessi».

Dall’altra parte della barricata, metaforicamente parlando, c’è Gianfranco Lazzeroni, che deve gestire una situazione più complicata rispetto ai colleghi villafranchesi: «E’ stato un incontro impostato sui contenuti, una serata positiva che non è stata animata da un clima da stadio. Si è cercato di fare capire quali siano i vantaggi e il messaggio, implicito, di una prospettiva futura che darà al comprensorio un’organo con più peso politico. La fusione porta con sé ricadute positive, che non potrebbero nemmeno essere pareggiate se si rifiutasse questo matrimonio. Sinceramente non riesco ancora a comprendere le motivazioni che portano a dire no, a distruggere, invece che rafforzare un territorio. Paiono vacue e sterili. Per evolversi bisogna essere pronti a cambiare, cambiare in maniera positiva».

Gli strali che sono volati sul finire del dibattito, e che hanno avuto come oggetto l’attuale amministrazione, non vengono raccolti dal sindaco, in quanto «scontati e del tutto fuori argomento».

Resta il fatto che nel paese quattro anni fa baciato dalla dea fortuna in occasione della maxi vincita al Superenalotto, la questione fusione proprio non va già, perlomeno a gran parte dei cittadini.

Cristiano Borghini

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