La manifestazione
«Arancioni acidi e poco lucidi»
Sindaco e giunta replicano alla 28 Aprile: stiamo rimediando ai loro errori
MASSA. Tregua finita ( se c’è mai stata): tra l’opposizione arancione e la giunta Volpi è tempo di polemica. A innescare le polveri è stato il gruppo della 28 Aprile che ha “dato la pagella” ai primi 100 giorni della nuova amministrazione: una bocciatura piena e tante accuse pesanti. Rispondono a stretto giro di posta “e per le rime” il sindaco Alessandro Volpi e i suoi assessori, Uilian Berti, Mauro Fiori, Gabriele Carioli, Silvana Sdoga e Giovanni Rutili. «Gli arancioni – esordisce in coro la giunta –, tutti ex assessori e alcuni ormai assessori a vita dimostrano davvero scarsa lucidità».
Certo, aggiungono « va giù male che una giunta sia riuscita a passare da 14 membri, fra assessori e delegati, a 5 restituendo ai cittadini 300 mila euro l'anno e che abbia messo a regime 1.2 milioni di euro di risparmi da destinare ai servizi di cui la città ha bisogno».
Poi la replica sui “contenuti”. Che parte dagli strumenti urbanistici: «La maggioranza sta lavorando in una duplice direzione, che forse gli arancioni avevano trascurato: da un lato dotare veramente la città di carte del rischio idrogeologico, dall’altro ridurre il consumo del territorio». Sul parcheggio interrato al mercato coperto, poi, «vale la pena ricordare che il terzo piano, da solo, sarebbe costato 1,6 milioni di euro per 30 parcheggi privati. E proprio questo risparmio consente di avviare un piano di manutenzioni altrimenti impossibile».
Sul dissesto idrogeologico (la 28 Aprile parlava di assenza di interventi), gli assessori replicano così: «Gli ex assessori possono serenamente chiedere agli uffici e avranno una mappa completa degli interventi in corso e delle nuove risorse trovate: solo per citare l'ultima, 400mila euro per il Calatella a mare. È migliorato, inoltre, in maniera chiara il rapporto con la Regione, che ha preso impegni seri per investimenti fondamentali».
Quanto al distretto sanitario, «siamo davvero alla tragicommedia», contrattaccano sindaco e giunta: «L’accordo di programma così come era stato confezionato, prevedeva la vendita di tutto - tutto - il patrimonio Asl di Massa, la sua trasformazione in residenziale e l’acquisto di un terreno, senza un euro per la costruzione della Casa della salute, meglio definibile come il "campo della salute". Questa amministrazione ha concordato con Regione e Asl il mantenimento del distretto di via Bassa Tambura e il suo potenziamento con circa 2 milioni di interventi, nell'ambito di un processo di miglioramento vero e rapido della sanità territoriale, tutta in spazi pubblici. In sintesi, i massesi non resteranno senza sanità».
Ancora, le critiche su “epurazioni” in Comune vengono bollate come paradossali: «Si è proceduto alla definizione di una nuova e più efficiente macrostruttura dirigenziale - che significa a regime 200 mila euro annue di risparmio- e questo ha voluto dire semplicemente non rinnovare i dirigenti a contratto nominati dalla precedente amministrazione. Ad oggi tutto il resto della macchina comunale non ha conosciuto modificazioni».
Ma il limite vero dell’opposizione (che gli attuali amministratori chiamano ex assessori)sarebbe questo: «Coltivano in maniera un po' inacidita la cultura del sospetto e dei retropensieri». «Si tranquillizzino, tuttavia – è la conclusione – il vento è cambiato e se non se ne sono accorti, lo vedranno ancora meglio. Nessuno si vanta di meriti non suoi, ma le cose fatte devono essere riconosciute, non ultima chiudere un bilancio che a marzo non avevano saputo definire. Certo fare con meno risorse meglio di quanto alcuni arancioni abbiamo fatto con risorse maggiori, vedi il caso dell'estate massese, provoca troppo nervosismo».
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