Il Tirreno

A Sorgnano lo scontro Canali-Bernardi

A Sorgnano lo scontro Canali-Bernardi

Guerra incrociata di carte bollate fra i due politici per una questione di confini e presunti abusi

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CARRARA. Dalla lite tra vicini alla bagarre politica: botta e risposta tra l’assessore Massimiliano Bernardi e lo storico Daniele Canali, ai ferri corti per alcuni immobili di famiglia.

Guerra fratricida all’interno di Rifondazione Comunista: Massimiliano Bernardi, assessore al secondo mandato, nonché esponente più votato del suo partito alle ultime elezioni amministrative e Daniele Canali, politico di lungo corso, ex assessore comunale a servizi sociali e al turismo ed ex presidente del consiglio provinciale, oggi prestato all’insegnamento (ma è anche nella commissione sanità del Pd), non se le mandano a dire e da una lite tra vicini, scoppia il caso politico.

La vicenda è lunga e complessa e riguarda due proprietà, un’abitazione e un terreno confinanti, situati in località Sorgnano e appartenenti ai genitori dei due politici.

Ovviamente le due campane ricostruiscono la storia in modo molto diverso: secondo Canali, la famiglia di Bernardi avrebbe commesso almeno tre abusi edilizi all’interno del suo immobile di via Fratelli Cervi, costruendo una scala e un pozzo che di fatto avrebbero “invaso” il terreno adiacente (di proprietà dei Canali, appunto) e realizzando un intero appartamento al pian terreno in modo non conforme alla legge.

A sostegno della sua tesi, Canali cita anche una lettera del Settore Urbanistica in cui il dirigente afferma che sono state rilevate “opere edili eseguite in difformità alla concessione edilizia 57 n.51/75”, relative cioè all’appartamento a pian terreno. Quanto poi alla scala, secondo l’Urbanistica, essa “è conforme agli elaborati progettuali allegati alla Dia n.349/06”, Dia che però, secondo quanto riferisce Canali, gli uffici avrebbero perso. Tutte queste problematiche sono state denunciate a più riprese da Canali, con lettere, segnalazioni e un esposto alla Procura.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, racconta l’insegnante, è la pretesa della famiglia Bernardi, di far passare un cavo della linea telefonica dal terreno dei Canali, allungando forzatamente il percorso cosicché la linea attraversasse la scala “contestata”, andando indirettamente a sanare l’ipotetico abuso.

«Su questa vicenda il giudice Ermellini ha istruito una causa, concludendola in 20 giorni, a svantaggio della mia famiglia… mi chiedo chi altri in questo paese possa avere giustizia in così poco tempo» si domanda polemicamente l’ex assessore alla Cultura.

«Io - aggiunge Canali, che oggi come detto è nel Pd - non sono di Rifondazione, l’ho fondata ma non ci sono più. Di Bernardi non mi importa, ma non voglio che mettano i piedi in testa alla mia famiglia».

Completamente diversa la versione di Massimiliano Bernardi che precisa come la proprietà non sia sua ma di sua madre, e che per questo i suoi legali procederanno contro Canali, reo di averlo chiamato in causa.

«E’ una diatriba civilistica – prosegue l’assessore entrando nel merito della vicenda – La mia famiglia ha proceduto contro Canali che ha chiuso una nostra proprietà, i primi di ottobre si aprirà il processo e vedremo».

Secondo Bernardi, Canali farebbe “confusione tra opere vecchie e nuove” e la pratica smarrita, non sarebbe la Dia del 2006 ma la concessione del 1975.

Insomma l’assessore precisa che, da parte della sua famiglia, non ci sarebbe stata alcuna infrazione: «Ho accompagnato io stesso i tecnici del municipio a fare un sopralluogo, perché mia madre non c’era… non ha rilevato nulla è tutto in regola», conclude Bernardi.

L’impressione è che la questione andrà ancora per le lunghe.

(c.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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