Il dolore
«Volpi manipola e non fa nulla»
L’opposizione si sveglia, la 28 Aprile attacca: questa amministrazione un ponte con l’esperienza Neri
MASSA. Mancanza di capacità e di azione amministrativa, assenza di trasparenza nella gestione ordinaria delle sedute consiliari, incapacità di avviare investimenti economici sul territorio. L’associazione 28 Aprile, vale a dire gli ArancioniVolpi che hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Gabriella Gabrielli, fa il bilancio dei primi 100 giorni dell’amministrazione Volpi. Ed è una bocciatura su tutti i fronti. “Un ponte con la vecchia amministrazione Neri” è la prima e pesante critica degli Arancioni. «Il nuovo sindaco – attaccano – sta riallaciando i fili con l'esperienza Neri, bypassando i 5 anni di sindacatura Pucci. Lo mostrano sia rivolgimenti interni alla struttura comunale con tanto di epurazioni e riposizionamenti, quanto soprattutto idee che tornano a circolare come il fatto che si torni a parlare del distretto sanitario a Camponelli, che riguardo il Piano Strutturale venga messa in discussione l’Utoe di Poveromo, che riaffiori un modus agendi che privilegia conoscenze e clientele, e una tecnica dilatoria sulle decisioni importanti che di fatto autorizza comportamenti caotici e quindi favorisce interessi privati».
Ed è solo l’inizio. «Io – afferma Gabriella Gabrielli – definirei l’attuale amministrazione “la leggenda del santo esattore”: questi sono stati cento giorni centrati solo sui tagli. Una città ha bisogno di risposte, oltre ai conti bisogna procedere nell’attuazione del Piano strutturale, del Regolamento urbanistico. Invece, non registriamo alcun atto significativo». «Le uniche cose fatte di cui si vanta la giunta, come il ponte sul Ricortola o il contributo di 40mila euro per la sala di registrazione – rincara l’ex assessore Carmen Menchini – sono eredità dell’amministrazione Pucci. Volpi di appropria di meriti altrui».
Sulla Ztl, la 28 Aprile sostiene che «i commercianti sembrano farla da padroni, io credo - continua Gabrielli e sostiene che le piazze non debbano essere sacrificate ad un’idea di sviluppo commerciale e di chiusura».
Vi è poi il problema del distretto sanitario. La Gabrielli critica Volpi di avere tenuto a sè le deleghe alla sanità: «Non capisco la sua competenza in una materia così importante. Rispetto al distretto sanitario poi erano già stati fatti tutti gli atti che avrebbero consentito, su finanziamento della Regione, di acquistare l'area delle ferrovie dove sarebbero sorti 450 parcheggi. Questo avrebbe garantito la conferma di una stazione unica del territorio. Si blocca il distretto alla stazione senza indicare alternative. Cosa ne sarà della sanità territoriale quando aprirà l’ospedale unico? Temo che si stia abdicando la politica della sanità in favore di Carrara».
Per la 28 Aprile, però, l’aspeto «più allarmante» è la«mancanza di trasparenza e la manipolazione dell’informazione». Un esempio? Lo cita Carmen Menchini, che sulla questione ha il dente avvelenato: «Si dice che abbiamo speso 35.000 euro per i fuochi dell’anno scorso, quando in realtà ne abbiamo spesi 15.000. Ma mentre io posso dimostrare le spese grazie alla determina - la 2605 del 2012 - le spese attuali non possono essere accertate in quanto non esistono documenti o se esistono sono critptati, come la maggior parte degli atti sono inaccessibili ai consiglieri comunali. Il consiglio infatti è svuotato dei poteri e viene trattato come organismo dove l'amministrazione interviene a suo piacimento. Io mi domando se partecipazione voglia dire partecipazione di ristretti gruppi di potere».
Chiude Andrea Ofretti: «Le politiche economiche non possono essere di soli tagli. È’ necessario un piano investimenti. Investire significa riattivare l'economia del territorio, ma per farlo bisognerebbe avere più coraggio».
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