Il Tirreno

«Una seconda vita grazie alla chirurgia»

di Fabrizio Palagi
«Una seconda vita grazie alla chirurgia»

Edi Angelini era stato dichiarato inoperabile ma i medici di Cisanello lo hanno salvato con un eccezionale intervento

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PONTREMOLI. Dopo aver attraversato un drammatico periodo e sentendosi ora tornato a nuova vita, ha deciso di divulgare sia le peripezie dovute al suo stato di salute, che la rinascita “regalatagli” da uno staff di valenti sanitari i quali, afferma lui stesso, lo hanno fatto risalire dal baratro in cui era precipitato pochi mesi fa quando gli venne diagnosticata una grave malattia.

Eli Angelini è un 75enne molto noto in città. Fino alla scorsa estate godeva di un discreto stato di quella salute che lo aveva accompagnato in tanti anni di lavoro svolto come autotrasportatore.

Poi la meritata pensione e, assieme a essa, la possibilità di concedere più tempo alla famiglia, nonchè di coltivare quei piccoli hobby ai quali aveva forzatamente sempre riservato poco spazio.

Tutto bene, quindi. Almeno fino alla scorsa estate quando, venuto a conoscenza di una grave patologia, chiese un consulto presso una struttura sanitaria del nord Lombardia, specializzata in cure oncologiche. A questo punto, il dramma nel dramma, come racconta lo stesso Eli Angelini: «A causa di un elevato rischio perioperatorio, sia il chirurgo che l’anestesista da me interpellati, avevano drammaticamente rifiutato di procedere all’intervento, lasciando me e la mia famiglia nella disperazione, perché la via chirurgica rappresentava l’unica speranza di guarigione».

Poi, ai primi di settembre, il viaggio della speranza verso l’ospedale pisano di Cisanello, dove in seguito è stato positivamente realizzato un importante intervento di chirurgia addominale. «L’operazione costituiva un evento eccezionale - dicono i congiunti - perché Eli presentava un’insufficienza cardio-respiratoria cronica, molto importante, con un rischio perioperatorio estremamente elevato, presentando anche problemi relativi alla anestesia generale. Presso l’Azienda ospedaliera-universitaria pisana, lo scorso 6 settembre, è stato sottoposto a un delicatissimo e innovativo intervento chirurgico, frutto dell’azione sinergica tra il chirurgo, professor Ugo Boggi, direttore della unità operativa di chirurgia generale e dei trapianti, la sua equipe e l’anestesista, dottor Giovanni Consani, dirigente medico presso l’unità di anestesia e rianimazione».

Il prof. Boggi, nativo di Carrara, è uno dei chirurghi italiani di eccellenza ed è specializzato nel trattamento dei casi oncologici complessi di vari organi addominali ed extra addominali. Il dottor Consani, pisano, dotato del perfetto connubbio tra “scienza e coscienza”, dovendo escludere la via dell’anestesia generale, il cui utilizzo avrebbe potuto provocare un esito mortale sul paziente, ha accettato la sfida dell’anestesia peridurale toracica. La stessa, applicata nell’opportuna sede per l’intervento chirurgico prescelto, con adeguati dosaggi di anestetico locale, calcolati secondo parametri fisiologici precisi e in base all’esperienza dell’anestesista, ha permesso di eseguire l’operazione con il paziente sveglio, collaborante, in respiro spontaneo, senza alcun dolore e, soprattutto, senza l’ausilio dell’anestesia generale.

«Un’operazione del genere e con questo esito, è davvero qualcosa di raro anche nelle migliori strutture sanitarie d’Italia - aggiungono i congiunti di Eli Angelini - ma a Pisa si è riaccesa la speranza per un uomo che, a oggi, può ancora guardare con fiducia al futuro, con preservata la sua qualità di vita».

Eli Angelini e la sua famiglia ringraziano il prof. Boggi che «in tempi rapidi, ha messo a disposizione la sua professionalità; poi il dott. Consani che, con sensibilità, ha preso “per mano” il suo paziente, accompagnandolo senza riserve in questo difficile cammino. Senza dimenticarte il personale del reparto di chirurgia generale e dei trapianti. Non ultimi, il dott. Gianni Manici, primario di pneumologia in quiescenza dell’ospedale di Fivizzano e il dott. Marco Lucchi della divisione di chirurgia toracica dell’Azienda ospedaliera-Universitaria pisana. Onore al merito di un’ottima sanità toscana, di medici che sono un dono per la vita» concludono i famigliari di Eli Angelini che, come lui stesso ammette, ha avuto in dono una seconda possibilità di vita.

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