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«Asl inadempiente sui rimborsi»

«Asl inadempiente sui rimborsi»

Il Pdl: «I cittadini hanno diritto a 25 euro se i tempi di attesa sono lunghi»

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MASSA CARRARA. L’Asl non rimborsa il bonus di 25 euro previsto nei casi di prenotazioni di visite o esami che superano i tempi di attesa. Lo dunuciano i consiglieri regionali del Pdl Jacopo Ferri e Stefano Mugnai.

«Qualora gli utenti intendessero contattare la sede Cup o gli uffici dell' Asl 1 di Massa Carrara, - sottolineano i Consiglieri del PdL - i dipendenti preposti agli sportelli, probabilmente non saprebbero fornire informazioni circa il previsto rimborso di un bonus di 25 euro sulle prenotazioni di visite o esami che superassero i tempi di attesa stabiliti dalla delibera della Giunta Regionale n. 143 del 27 febbraio 2006 (giorni 15 per le visite e 30 per le prestazioni diagnostiche-strumentali) oltre i quali, su richiesta specifica, si può ottenere, appunto, il bonus entro tre mesi dalla richiesta stessa».

Ferri e Mugnai sottolineano poi quali siano i diritti dei pazienti: «Nel caso in cui infatti il termine non dovesse essere rispettato, l' Azienda Sanitaria dovrebbe corrispondere al paziente un contributo pari al costo della prestazione, se successivamente effettuata presso strutture private non convenzionate, come previsto nel nomenclatore regionale tariffario. Quanto sopra premesso è chiarito all' interno della Delibera Regionale n. 857 del 20 novembre 2006, che l' Asl di Massa Carrara non applica, avendo a suo tempo richiesto una proroga all' Assessorato Regionale e, non avendo l'Assessorato Regionale risposto, ha indotto l'Asl 1 a far valere il principio di silenzio assenso».

Per questo motivo e in considerazione che nella Provincia di Massa Carrara i tempi di attesa si siano ulteriormente dilatati per le prestazioni dei servizi sanitari generando disagi e preoccupazione fra i pazienti, i due Consiglieri del PdL hanno sottoposto alla Presidenza del Consiglio Regionale un'interrogazione sull'argomento.

«Le prescrizioni della D.R. n. 857 - sottolineano - dovrebbero essere rispettate dall' Azienda Sanitaria locale, che dovrebbe altresì informare la cittadinanza circa questa possibilità, tesa ad abbassare la spesa sostenuta presso le strutture private. Sarebbe inoltre necessario un intervento urgente per predisporre tutte le iniziative tese ad accorciare le liste di attesa, mantenere aperte e funzionanti le strutture sanitarie pubbliche fino alle ore 24 di ogni giorno feriale, (esperimento che l' Azienda Usl 9 di Treviso sta effettuando con successo), allungare i tempi di lavoro e quindi di erogazione dei servizi potrebbe in parte surrogare i rischi causato dalla ritardata prestazione sanitaria».

La proposta di Ferri e Mugnai apre a nuove possibilità di accesso per i pazienti: «L'erogazione dei servizi in orari diversi da quelli tradizionali sarebbe una risposta concreta e significativa ai bisogni di salute dei cittadini e potrebbe permettere di conseguirebbe almeno l' obiettivo di garantire da una parte una più ampia accessibilità, dall' altra una maggiore offerta di prestazioni in ordine agli orari ed alla diminuzione delle liste di attesa».

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