Il Tirreno

FUSIONE IN COMUNE UNICO

L’idea piace ai villafranchesi

Stasera (ore 21) altro incontro pubblico al Quartieri di Bagnone

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VILLAFRANCA. Concluso anche la terza assemblea pubblica, di una serie che accompagnerà entrambe le cittadinanze al voto, con l’ultima prevista per il 4 ottobre, si può già capire quale sia il pensiero che si è formato nelle due comunità a proposito della fusione. Mentre Villafranca sarebbe improntata a dare l’assenso, a Bagnone bisogna ancora vincere alcune resistenze.

Il poco afflusso di presenti giovedì può essere letto anche sotto questo aspetto, cioè che a Villafranca si vede di buon occhio questa svolta epocale, considerandola vantaggiosa per il territorio. Lo dice anche il sindaco Pietro Cerutti, che si considera cautamente ottimista in vista della tornata referendaria: «Ho l’impressione che nel nostro Comune questo sia un progetto condiviso. Ci sono tante priorità che si potrebbero risolvere a Villafranca grazie ai fondi che deriverebbero dalla fusione. Pensiamo al recupero delle piscine, ad esempio, ma è concreta anche la possibilità di abbassare il carico fiscale sulle famiglie. Grazie a quelle stesse risorse si riuscirà ad avere una tassazione come quella di Bagnone, notevolmente più bassa».

L’osservazione cautamente ottimista, di Cerutti trova l’appoggio di Gianfranco Lazzeroni che vede «una situazione più tranquilla rispetto a quella che si deve gestire a Bagnone, dove il comitato “Salviamo Bagnone” solleva grandi preoccupazioni laddove non c’è nulla di cui temere. Si favoleggia la scomparsa della caserma dei carabinieri, della farmacia: insomma, un vero e proprio cataclisma se vincesse il sì. Ma dire no, non cambiare, sarebbe peggio, ricordiamo che dal primo gennaio, se la fusione non andasse in porto, Bagnone perderebbe la gestione di servizi fondamentali a favore dell’unione, perdendo reattività di esecuzione e vicinanza al territorio. Le bugie che si stanno diffondendo si basano sulla disinformazione e sulla paura, null’altro».

Entrambi i primi cittadini auspicano che stasera, si possa avere un dibattito sereno sulla tematica. Alle 21, al teatro Quartieri, si terrà l’assemblea pubblica indetta dal comitato. L’auspicio di un incontro costruttivo lo fa anche Maurizio Simonini che ha fondato il comitato: «Cercheremo di spiegare le nostre motivazioni, le cause che ci portano a dire no a questo atto che cambierà il volto del nostro territorio. Faremo capire come siamo nati e quali sono le nostre motivazioni. Visto che non sono tante le occasioni per capire quale sia il volere delle persone, bisogna dare più spazio a queste iniziative. Mi aspetto che si possa fare un ragionamento ampio sul tema, sentendo le motivazioni di chi non vuole questa trasformazione, ma anche di quelli che sono a favore. A questo serve un’assemblea affinchè la gente arrivi un minimo informata al referendum». (c.b.)

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