Il Tirreno

Caso piscine, Simoncini presenta il conto

Secondo il sindaco la Pianeta Sport deve al Comune 120mila euro per la gestione dell’impianto

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AULLA. Mentre le piscine del centro scolastico sportivo “Salvo d’Acquisto” a Quercia continuano a essere chiuse, il tanto atteso incontro fra il sindaco Roberto Simoncini, il liquidatore della società che gestisce l'impianto sportivo, la “Pianeta Sport” di Carasco di Genova, e la proprietà della stessa si è svolto nel tardo pomeriggio di mercoledì. Ed è stato “muro contro muro” fra il Comune e la Pianeta Sport, con Simoncini stesso, interpellato in proposito, costretto ad ammettere che le posizioni restano distanti. Il sindaco sostiene che «da parte della proprietà non c'è molta voglia di trovare soluzioni», ribadendo che «è la società sportiva a essere inadempiente nei confronti del Comune. Tra l'altro, loro pretenderebbero soldi da noi quando è la Pianeta Sport a dovere al Comune circa 120mila euro».

Sembra di capire, quindi, che i margini di trattativa siano ridotti al lumicino e ieri sera in sede di giunta comunale si è discusso per decidere il da farsi. E che le distanze siano siderali lo dimostra l'intervento di Alessandra Parma e Paolo Senesi della Pianeta Sport. I due precisano che la società sportiva di cui sono soci e titolari «ha investito dal 2007 a oggi oltre 300mila euro in opere di ristrutturazione a beneficio dell’impianto, opere previste nel bando di gara, riuscendo così a fare rinascere un impianto natatorio trovato in condizioni gestionali e di attività sportive praticamente azzerate».

Alessandra Parma e Paolo Senesi, quindi, elencavano i tanti lavori effettuati dalla Pianeta Sport, lavori nel corso dei quali sarebbe emersa «la totale inadempienza normativa dell’impianto, oltre a una situazione di catastrofica mancanza di manutenzioni straordinarie di competenza del Comune. La società sportiva – proseguono i due – ha protocollato negli anni centinaia di segnalazioni al Comune, richieste di interventi, suppliche di manutenzioni straordinarie urgenti, oltre a perizie tecniche che mettevano in evidenza l’importanza di un intervento globale per la sicurezza degli utenti e degli operatori e la “messa a norma”. Segnalazioni accompagnate da documentazione tecnica, fotografie, solleciti. Dal Comune nessun riscontro, anzi una minimizzazione dello stato di fatto, con sporadiche promesse di intervento e qualche modifica all’impianto elettrico, a oggi, come tutto il resto, ancora sprovvisto di certificazioni e mai finito».

Parma e Senesi facevano anche notare che la Pianeta Sport avrebbe continuato a investire anche in moltissime delle manutenzioni straordinarie pertinenti al Comune, «volendo dare sempre fiducia alle promesse dell’amministrazione comunale di imminente intervento complessivo e decisivo per la messa a norma e in sicurezza del centro. Promessa mai rispettata». Ricordiamo che questa ennesima patata bollente per l'amministrazione comunale è venuta a galla grazie al consigliere comunale di minoranza, Matteo Lupi.

Gianluca Uberti

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