Attenzione
«Biomasse, più ombre che luci»
Rolando Scatena replica alla Renovo Bioenergy sulla centrale prevista nell’area Novoleto
PONTREMOLI. Nuovo atto della bufera relativa alla centrale a biomasse: stavolta è il consigliere comunale Rolando Scatena a riaccendere la querelle, di fatto più che contrario al progetto della Renovo Bioenergy.
«Nell’incontro pubblico di lunedì scorso - esordisce Scatena - organizzato da Legambiente, partner a livello nazionale della Renovo Bioenergy spa per promuovere e costruire centrali termoelettriche a biomasse, il dottor Stefano Arvati, titolare della Renovo, nel suo intervento ha accusato i cittadini pontremolesi di dire “sciocchezze” perchè hanno espresso legittimi dubbi sulle tante ombre del progetto della centrale termoelettrica di Novoleto, del quale il sindaco Lucia Baracchini non ha mai dato nessuna preventiva informazione. Non è giusto affermare e dare per scontato, per difendere l’azienda che i cittadini e il consiglio comunale erano informati in base a un convegno, poco pubblicizzato, organizzato il 30 luglio 2012, nel quale venne solo esposta in’idea progettuale di massima; infatti se vi fosse stato il progetto, non si sarebbe atteso quasi un anno, visto che l’opera era indifferibile e urgente e di pubblica utilità, per presentare la domanda di autorizzazione che, guarda caso, venne inoltrata quando era in pieno svolgimento a Pontremoli il dibattito sul parco eolico. Non si deve affermare che il progetto autorizzato prevede lo sfruttamento di calore: infatti nell’autorizzazione della Provincia c’è scritto che sarà presentato in futuro e da un’altra società un altro progetto (investimento molto oneroso che così la società potrebbe anche non fare; la convenzione tra Comune e Renovo Bioenergy non prevede nessun obbligo a carico della società e nessuna garanzia fideiussoria al riguardo). È vero invece, ma il dott. Arvati non l’ha detto, che il Programma energetico provinciale di Massa Carrara parla di piccoli impianti e ipotizza una potenza elettrica massima prodotta nel Comune di Pontremoli di 400 KwE: invece è stato autorizzato il progetto Renovo Bioenergy che è di 1000 KwE. È vero ancora, ma Arvati anche questo non l’ha detto, che il Piano di indirizzo energetico regionale “prevede che la destinazione delle biomasse è ambientalmente più sostenibile se indirizzata verso lo sfruttamento termico in impianti di piccola taglia, in quanto si assicura un più stretto rapporto tra il bacino di approvvigionamento delle biomasse e il suo luogo di utilizzo”».
Rolando Scatena aggiunge poi che: «È una “sciocchezza” promettere posti di lavoro irreali che non risultano neanche dal progetto. Le reali assunzioni sono: 4 per la centrale, 10 derivanti dalle assunzioni dall’indotto del settore boschivo se gli approvvigionamenti saranno interamente in loco; addirittura, sempre lunedì scorso, Renovo Bioenergy ha comunicato che le 26 assunzioni promesse nel convegno del 30 luglio 2012 sono diventate improvvisamente 50. È assurdo affermare che sul territorio pontremolese, ma anche in Lunigiana, possano essere reperite 18mila tonnellate annue di biomasse legnose. Secondo alcuni esperti che hanno studiato il progetto il vero fabbisogno per un regolare funzionamento della centrale sarà di circa 25-30mila tonnellate annue».
E la conclusione di Scatena: «Il dottor Arvati non ha detto, come risulta dai verbali delle conferenze dei servizi, che non è stato fatto un esame della compatibilità della centrale termoelettrica, con le attività delle società del settore agroalimentare già insediate a Novoleto, le quali hanno già manifestato contrarietà, e a causa dell’immediato danno commerciale subìto, anche l’intenzione di andarsene, provocando, sì, vera e tanta disoccupazione». (f.p.)
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