Finanza
Addio pallone, il campo è un parcheggio
Niente erba, ma gettate d’asfalto e automobili posteggiate. Rotti i giochi per i più piccoli e tanta sporcizia
MASSA. Puoi amarlo così tanto da dedicargli ogni domenica della tua vita, puoi decidere, invece, che di calcio non vuoi neppure sentirne parlare. Ma, in ogni caso, non puoi negare che per diventare grande davvero, ogni bambino deve passare da lì: dal campetto, dalle scarpette, da un paio di calci tirati ad un pallone. Peccato, però, che sia dura trovare un posto in cui quei due calci possa tirarli in sicurezza: parchi pubblici nel degrado e campi da gioco (zonali) praticamente inagibili. Nel dicembre del 2011 il Tirreno li ha passati in rassegna tutti e lo senario era desolante. Sono trascorsi quasi due anni e poco è cambiato. A “censire” i campetti e a fotografarne - nel vero senso della parola - reti rotte, cemento distrutto, erbacce e sporcizia sono i ragazzi di Forza Nuova. Quartiere per quartiere immortalano tutto ciò che non va e bussano alle porte del vicesindaco Uilian Berti, con delega ai lavori pubblici. Come a dire: e dove dovrebbe giocare un bambino in questa città?
Campetto o pascolo? Lo scrivevamo due anni fa, lo ribadiamo oggi. In via Martiri di Cefalonia il campo c’è, ma inutilizzato. Era previsto nelle convenzioni per la reindustrializzazione in zona ex Dalmine. Ci sono persino gli spogliatoi, ma per il resto solo erba (non più alta, per fortuna). Certo, dietro l’abbandono si nascondono sicuramente complesse beghe burocratiche, rimane però la realtà dei fatti: campo inutilizzato. E anche lasciando la periferia per raggiungere il centro, le cose non vanno molto meglio.
Erba, no cemento. In un campetto o parco giochi ti aspetti di trovare l’erba. Sbagliato: a Castagnetola e a Quercioli il grigio dell’asfalto ha preso il posto del verde. E le foto scattate da Forza Nuova lo confermano. A Castagnetola un campetto c’era e più grande di quanto non sia ora: una parte è stata adibita a parcheggio. E presto la stessa sorte potrebbe toccare al resto. L’asfalto già c’è e le case da quelle parti sono tante: spesso qualcuno apre il grande cancello e, alla disperata ricerca di un posto auto, lascia la sua macchina dove dovrebbero stare bimbi e palloni. Per non parlare della recinzione rotta. A Quercioli - lo documentano le foto - siamo più “avanti”, nell’area che avrebbe dovuto essere destinata a campo da calcio zonale fa bella mostra un cartello con tanto di P. Insomma, posteggio autorizzato. Le porte - basta dare un’occhiata agli scatti di Forza Nuova - ci sono. O meglio ci sono la aste metalliche che dovrebbero sostenerle. Sono rimaste anche le piccole gradinate per gli spettatori, ma giocare lì significa respirare gas di scarico delle auto e fare i conti con ginocchiate sull’asfalto.
E dove l’erba c’è, c’è, però, anche il sudicio. Come a Castagnola, nella zona di via Don Minzoni. Campetto disastrato (ancora una volta a “parlare” sono gli scatti) e sporcizia che fa capolino tra i fili d’erba.
Parchi giochi senza giochi. Anche le aree per i più piccoli fanno i conti con parecchi problemi. Ai Poggi guai far salire il bimbo sul castello-scivolo (vedi foto nella pagina) perchè il rischio è un bel capitombolo.
Non va meglio ad Ortola, nell’area verde vicino a parcheggio e farmacia. La zona è centrale, gli alberi assicurano ventilazione e temperatura mite anche in estate. Ma tutto il resto è degrado. Una stia a confine, nessuna recinzione o cancello di chiusura e i cani che, nonostante la vicina area di sgambamento in via Don Minzoni, scelgono il parchetto (o meglio, lo scelgono i padroni) come toilette.
Così non solo il bambino passeggia nel terriccio (l’erba non c’è), ma rischia di portare a casa una bella sorpresina. Insomma, un quadro davvero desolante. Senza dimenticare che se la crisi c’è, le aree di aggregazione diventano la prima risposta. E il primo deterrente al disagio.
Chiara Sillicani
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