Il dolore
Appello dell’Avis di Casola: è emergenza sangue
CASOLA IN LUNIGIANA. E’ emergenza sangue 0+, 0-, A-, B-, AB-. A nome delle Avis Comunali dello Zonale Lunigiana (Aulla, Casola in Lunigiana, Comano, Fivizzano, Podenzana, Terrarossa e Tresana), l’Av...
CASOLA IN LUNIGIANA. E’ emergenza sangue 0+, 0-, A-, B-, AB-. A nome delle Avis Comunali dello Zonale Lunigiana (Aulla, Casola in Lunigiana, Comano, Fivizzano, Podenzana, Terrarossa e Tresana), l’Avis di Casola ringrazia tutti coloro che si sono recati presso il centro trasfusionale per donare al prossimo un’opportunità di vita, «ma purtroppo, è ancora emergenza sangue».
«Per incentivare la donazione si sono cercate soluzioni concrete come il Plasmaday, le giornate di sensibilizzazione e le aperture domenicali, che hanno fatto registrare un aumento delle donazioni, queste iniziative sono state possibili grazie ai donatori, e al forte impegno del primario Fausto Pecori, e con stima e gratitudine ringrazio l’Asl 1 di Massa Carara, e tutto lo staff del Centro Trasfusionale di Fivizzano, e un grazie al personale del punto di ristoro all’interno dell’Ospedale. L’allarme - si aggiunge - è per la carenza di sangue era partito a livello nazionale all’inizio dell’estate, il problema persiste, in particolare per cinque gruppi sanguigni: 0+, 0-, A-, B-, AB-. Voglio anche dire che in Lunigiana non manca la solidarietà e la cultura del dono gratuito, ma la medicina trasfusionale a che fare ogni giorno con persone malate che necessitano di trasfusione, e allora invito a non donare solo quando si ha un amico o un parente che necessita di una trasfusione. Nei nostri Ospedali e all’Opa, occorrono decine e decine di migliaia di unità di sangue all’anno. La nostra associazione è stata da sempre impegnata nei programmi per l’autosufficienza di Avis Regionale e della Regione Toscana, tanto da ricevere encomi anche dal Comitato di Coordinamento. A differenza del sangue che viene utilizzato direttamente dagli ospedali, il plasma ottenuto dalle donazioni viene lavorato dalle industrie farmaceutiche per ricavarne i plasmaderivati (veri e propri "farmaci salvavita"). Questi sono: l’albumina, una proteina molto abbondante nel plasma utilizzata negli Interventi di chirurgia maggiore, Ustioni, Cardiochirurgia, Cirrosi, Trapianto d'organo, nell'ittero neonatale grave; le immunoglobuline; il fibrinogeno. I modi di utilizzo del plasma sono quindi molti ed importantissimi. Attualmente il nostro fabbisogno di plasmaderivati è coperto solo in parte dalle donazioni italiane, per questo siamo costretti a ricorrere all'importazione da altri Paesi», conclude.
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