Sicurezza
«600 posti in meno nell’edilizia»
Bernieri (Cgil): «Il quadro è pesante anche se non mancano segnali positivi»
MASSA. Combattere la crisi è possibile, ma sono ancora troppe le attività ed i settori che soffrono difficoltà economiche, difficoltà che riflettono l'incapacità di creare e mantenere occupazione e quindi ricchezza sul territorio. La crisi infatti dal 2008 colpisce con forza crescente le piccole aziende e le attività individuali, impotenti all'interno di un mercato sempre più spietato e competitivo. Il dato territoriale mostra però luci ed ombre, e se non è possibile credere in una fuoriuscita imminente dalla crisi - la disoccupazione di Massa Carrara si attesta con un dato doppio alla media regionale - almeno si può sperare in soluzioni e alternative per la sicurezza dei lavoratori e delle aziende. Accanto al settore del marmo, che conferma dati positivi su estrazione e lavorazione con una crescita occupazionale significativa, molte sono le aziende che offrono "segnali di speranza". La Nca per esempio. Da anni attività "difficile", oggi sembra mantenere gli accordi sull'occupazione pur avendo modificato la vocazione industriale. Altra azienda che conferma la sua capacità è il Nuovo Pignone che ha assicurato le commesse e quindi la sinergia con il tessuto economico e produttivo locale. Resta da capire se questo tessuto "orbitante" possa resistere in assenza dello stabilimento, oppure - nel peggiore dei casi - cosa accadrebbe se si verificassero immediati - e quindi critici - cambiamenti. Altre due note positive. La D'Avenza, «azienda - afferma Patrizia Bernieri segretario provinciale Cgil – che non ha mai smarrito la qualità e la ricerca del prodotto oltre che il rispetto e la tutela per i lavoratori, è oggetto di interesse per Cucinelli - prestigioso impresario nel settore dei filati – questo determinerà un'ulteriore nota di qualità oltre che nuovi investimenti e occupazione». L'altra novità riguarda invece la Imerys minerali. «L'Omya azienda produttrice di granulati - spiega Bernieri - ha avviato la procedura per la sua acquisizione con l'obiettivo di rafforzare il settore e apportare miglioramenti alla produzione, anche con l'apertura di un centro di ricerca», quindi nuova occupazione, giovane e laureata. Ma accanto alle prospettive migliori rimangono tutta una serie di aspetti che appesantiscono la ripresa e impediscono false speranze. Il caso della Eaton, ad esempio, continua ad essere al centro delle vicende locali: «Ho partecipato ad una riunione martedi con il Consorzio Zona - spiega Bernieri - e prosegue l'iter previsto dall'accordo di programma per l'acquisizione dell'area ma ci troviamo ancora a definire le procedure per l'eventuale acquisto e la ricerca di imprenditori e investimenti».
Inoltre accanto ai "nodi" attuali come la Barsanti e la Sanac, restano questioni aperte per i lavoratori exOlivetti - circa 40 operai con cassa integrazione straordinaria in scadenza e senza alternative - così per i lavoratori della ex-Dalmine, per i quali il sindacato promuoverà un tavolo istituzionale per risolvere la loro difficile ricollocazione nell'area. Altro settore in crisi? L'edilizia. «Negli ultimi tempi - spiega Patrizia Bernieri - sono stati persi 600 posti di lavoro, le piccole aziende sono state decimate mentre le ditte individuali hanno difficoltà di sopravvivenza». Ma la percezione generale è che al di là dei singoli settori o delle singole aziende, sia l'intero sistema a vivere uno stato di sofferenza, e che purtroppo dimostra come la disperazione possa travalicare la dimensione lavorativa e occupazionale per arrivare allo sconforto della vita quotidiana: «Abbiamo una presenza sempre maggiore del sindacato in quelli che dovrebbero essere i ruoli e le attività dei servizi sociali - conclude Bernieri - stiamo creando a livello regionale un accordo per garantire ai lavoratori sprovvisti temporaneamente di ammortizzatori sociali interventi di finanziamento che possano frenare le condizioni di emergenza sociale».
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