Il dolore
Vento e onde di tre metri, anche la Partaccia è ko
Ronchi è al collasso. I balneari: prima di altri lavori, servono barriere di sassi per evitare crolli
Vento forte e onde di tre metri. Certo una bella (si fa per dire) mareggiata, ma soltanto un anticipo di quelle ben più violente che metteranno alla prova il litorale in inverno. Parola d’ordine, quindi: farsi trovare pronti. Da Poveromo a Partaccia. Perché - e i balneari lo ribadiscono a chiare lettere - l’emergenza non è più targata Ronchi, adesso tutto l’arenile soffre e il mare mangia decine di metri di spiaggia anche a Partaccia. Completamente sott’acqua i bagni Marchini e Turimar e in forte difficoltà anche gli stabilimenti nel cuore di Marina.
Certo - i balneari lo ammettono - «le scoglierine, complice anche il bel tempo, hanno permesso di affrontare la stagione estiva, ma - Gazzoli ne è convinto - non sono sufficienti». L’emergenza rimane Ronchi a cui va la priorità. All’incontro in Regione nei prossimi giorni i balneari parleranno chiaro: «Prima di tutto proteggiamo i bagni a rischio crollo per evitare il peggio». Tradotto: prima di qualsiasi intervento, prima di pensare a chi porterà avanti i lavori anti-erosione (Comune o Provincia), vanno eretti muri di sasso di fronte agli stabilimenti “in bilico”. Certo, rimane da capire quanti soldi serviranno per quelle barriere e dove e come potranno essere recuperati.
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