La manifestazione
Se l’infermiere si rilassa con yoga e teatro
Polemiche su due corsi promossi dall’azienda. La Uil: non è così che si garantisce la formazione
MASSA. Trenta cause di mobbing contro l’Asl annunciate dalla Uil e due corsi nel mirino. Un corso per apprendere le tecniche di meditazione, uno per misurarsi con il palcoscenico teatrale. Cose apparentemente distanti il mobbing, lo yoga e il teatro ma che diventano, invece, il cuore del “botta e risposta” tra la Uil e l’azienda sanitaria.
Il sindacato denuncia condizioni di lavoro insostenibili per operatori e infermieri, l’Asl, da parte sua, garantisce massimo impegno a tutela del benessere lavorativo dei propri dipendenti: «Viene promossa - scrive in una nota - una formazione permanente la cui partecipazione è obbligatoria».
Ecco allora la Uil farsi nuovamente avanti, sventolando due volantini: promuovono - ecco il cuore del problema - corsi organizzati dall’azienda per i dipendenti, uno di teatro e uno di meditazione. «Da due anni non firmiamo il piano della formazione - Claudio Salvadori (Uil) non parla per sottintesi - abbiamo chiesto la presenza di un sostituto nei reparti, le prestazioni aggiuntive, il turn over. Ma nulla e adesso l’azienda fa corsi di meditazione. E a che costi?».
L’Asl spiega che «entrambi i corsi sono stati pensati come strumenti innovativi messi a disposizione dei dipendenti per raggiungere un migliore benessere psicofisico, in applicazione - precisa - delle normative nazionali, per contrastare lo stress da lavoro correlato. Il corso di meditazione - per entrare nel vivo della questione - non prevede risorse aggiuntive perché realizzato con personale dipendente. Il laboratorio di teatro è previsto nel Piano di formazione aziendale ed ha un costo di 2.500 euro. Oltre ad una maggiore consapevolezza di sè - prosegue l’Asl - si acquisirà la consapevolezza dello star bene in mezzo agli altri, favorendo, quindi, la coesione di gruppo». Insomma - questa la posizione dell’azienda - corsi utili al benessere, a sviluppare lo spirito collaborativo e poco costosi.
Per la Uil, invece, «non una risposta ai problemi. Le assegnazioni a pool e reparti- Salvadori passa in rassegna in temi caldi - sono solo teoriche, l’organizzazione del lavoro, diversamente da quanto sostenuto, non è funzionale all’azienda e sono più di uno, non come affermato dall’Asl, i dipendenti alle prese con stati di stress e attacchi di panico».
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