Non pagano il ticket, 8mila euro di multa
Centinaia i controlli e a chi ha fatto un errore nell’autocertificazione, ora l’Asl spiega come mettersi in regola
Pensavano che autocertificazione significasse pochi controlli e maggiori possibilità di farla franca. Così, armati di penna, hanno messo una bella x sulla fascia più bassa, quella al di sotto dei 36mila euro e si sono evitati il ticket. Adesso, però, i furbetti fanno i conti con multe salate. Parola del dottor Enrico Raggi, responsabile dei centri unici prenotazione (Cup): «Sono centinaia le persone finite nella rete dei controlli per aver certificato redditi al di sotto di quelli reali e le sanzioni sono pesanti: 5, 6, 8mila euro». Pesanti anche perché quando “il cervellone” si mette in moto, punta gli occhi sul passato e controlla dichiarazioni, certificazioni e pagamento ticket relativi ai cinque anni precedenti.Il conto è presto fatto: verso il triplo di quanto avrei versato pagando regolarmente.
Indubbiamente i furbetti ci sono, ma c’è anche chi ha fatto un errore, magari per scarsa conoscenza delle regole. C’è chi, infatti, ha dichiarato di essere nelle fascia di reddito più bassa (quella sotto i 36mila euro) senza tener conto che esiste una distinzione tra reddito familiare ed Isee. Che può fare dunque l’utente? Enrico Raggi invita, prima di tutto, a verificare la propria posizione allo sportello Cup o, per chi ha familiarità con il digitale, sul portale, attraverso la tessera sanitaria elettronica. Chiunque si rendesse conto di non aver mai presentato l’Isee può farlo adesso, garantendo così l’aggiornamento dei dati a disposizione dell’Inps e, quindi, di tutti gli enti (Asl compresa) che accedono all’archivio.
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