Il Tirreno

«Favorite le rendite parassitarie»

Il presidente della commissione controllo e garanzia commenta la seduta segretata con il dirigente al marmo Tonelli

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CARRARA. La “questione marmo”, e ancor più quella relativa alle concessioni degli agri, appassiona la città. Era la primavera 2010 quando il sindaco Angelo Zubbani che si preparava alla rielezione, si buttava a capofitto nella discussione, si succedevano alterchi con gli industriali, tavoli di concertazione saltavano per poi ricostituirsi qualche mese dopo. Pur affermando di credere ancora nella concertazione il primo cittadino affermava, il 17 aprile 2010: «Nel 2011 arriveremo a ridiscutere il nodo delle tariffe, ma credo che occorra riportare al centro del ragionamento le concessioni, il cui rinnovo non può essere tacito e automatico». Dieci giorni dopo arrivava a d affermare che la classe industriale non aveva responsabilità sociale, dichiarando di non riconoscersi nello sceriffo di Nottingham ma, lentamente, tra un incontro e l'altro, arrivava il 2011, si avvicinavano le elezioni e il tema infuocava tutti gli aspiranti a guidare il Comune. Mentre Nicola Franzoni da Fli denunciava l'illegalità e l'assenza delle concessioni al monte, l'IdV di Claudia Bienaimé, nel febbraio 2012, tornava al concetto di cave come bene comune e proponeva di ripartire dal regolamento della giunta Fazzi-Contigli...

Finito il confronto elettorale siamo ora nel pieno del mandato bis del Sindaco Zubbani, e le concessioni, le tariffe, insomma, tutto il regolamento degli agri marmiferi a che punto è? Il fatto nuovo sono i recenti ricorsi al Tar persi dal Comune.

Così ieri mattina la Commissione consiliare Controllo e Garanzia (il cui esito è stato segretato), presieduta da Federico Bonni (M5S), ha di nuovo affrontato l’argomento. Discussione segretata, ma il presidente su Facebook ha commentato: «Dopo l'audizione di stamani in commissione controllo e garanzia del dirigente marmo Tonelli, sono ancora più convinto che più si ritarda (volutamente o per incapacità?) col nuovo regolamento cave, più la collettività di Carrara ne paga le conseguenze, più si garantiscono le rendite parassitarie e più si alimenta l'oligopolio alle cave».

I commenti non si fanno attendere e mentre qualcuno incita la popolazione a prendere coscienza e ad essere più partecipe, Sara Vatteroni dall'IdV accusa: «Hanno costruito un meccanismo talmente perverso che l'incompetenza non è sufficiente. Oltre alle poche famiglie che comandano, c'è una situazione di illegalità che ormai grida vendetta!». Qualcuno sottolinea quanto sia il sistema tutto ad essere malato, chiamando in causa anche Provincia e Regione: «Carrara è uguale a tutto il comprensorio delle Apuane ed a quel punto andiamo a parlare di spartizioni di poltrone nel parco, di leggi sulle scaglie vergognose, di controlli assenti, di riapertura di cave, di non ripristino di cave dismesse, di una provincia che fa ricorso contro un’ordinanza di un sindaco che vuol tutelare la sua gente, di inquinamento delle falde acquifere, vogliamo continuare? Io non generalizzo, io sono ben chiaro nel dire che chi ha governato i comuni, le province e la regione, negli ultimi 20 anni ha colpe ben precise nello scempio delle Apuane e del mancato sviluppo del territorio». «Al di là di questo - afferma Vatteroni - il Comune di Carrara ha autonomia piena, al pari di una regione a statuto speciale: estendere le responsabilità non aiuta a individuare i veri responsabili». (b.m.)

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