Il Tirreno

crisi apuana: allarme di confartigianato

«Più lavoro nero e meno sicurezza»

«Più lavoro nero e meno sicurezza»

Aziende edili in grandi difficoltà: occupazione in calo

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CARRARA. «I dati congiunturali degli ultimi tempi confermano le difficoltà di questo settore: la crisi dell'edilizia e delle costruzioni in genere si ripercuote negativamente anche su altri settori produttivi». Lo dice uno studio di Confartigianato a livello provinciale. «Permane un clima congiunturale molto difficile, i titolari d'impresa, per superare i problemi che stanno vivendo, si sono ridotti gli stipendi e devono rinunciare a fare investimenti a discapito della qualità del lavoro».

Per quanto riguarda l'andamento economico, il 33% rivela uno stato di stagnazione, il 65% dichiara apertamente la crisi del comparto, mentre solo il 2% ha ravvisato un andamento in crescita; il portafoglio clienti mostra un trend che è andato sempre peggiorando negli ultimi due anni. «Uno dei problemi più grossi da affrontare è quello dei ritardi dei pagamenti sopratutto per chi lavora con la pubblica amministrazione, ma incontra molte problematiche anche chi ha a che fare con i privati. Per le difficoltà conseguenti alla crisi anche l'occupazione è diminuita sia per gli operai (-0,6%), sia, anche se in maniera più contenuta,per gli impiegati (-0,2%). Gli scogli da superare sono i troppi vincoli burocratici, seguiti dall'eccessiva pressione fiscale che ha raggiunto livelli insostenibili». I raggruppamenti consortili sono considerati abbastanza utili, per superare il difficile momento congiunturale dal 43% delle imprese contattate. L'innovazione può contribuire a ridurre i costi e ad aumentare la produttività, però gli imprenditori rivelano che per essere al passo con i tempi sono necessari più agevolazioni finanziarie (42%), più sgravi fiscali(38%) e minori adempimenti. La maggioranza delle aziende (42%) ha bisogno di acquistare macchinari e attrezzature, innovare l'organizzazione, cercare nuovi mercati, ma non possono farlo a causa della mancanza d'incentivi e per le difficoltà di accesso al credito. Le leggi che disciplinano il settore (Soa, Durc, Codice appalti) non aiutano la produttività, anzi in alcuni casi sono un vincolo. Gli imprenditori reclamano anche un miglioramento delle infrastrutture (49%) e interventi che favoriscono la viabilità (43%).

«Le previsioni sull’ccupazione sono piuttosto fosche,e sarebbero necessari nuovi ammortizzatori sociali, – sostiene Confartigianato – per far fronte alle difficoltà con i dipendenti. Le politiche fiscali varate finora dal governo sono ritenute insufficienti. Le minacce maggiormente percepite da chi fa impresa: il lavoro nero e il mancato rispetto per le norme di sicurezza, fenomeni che si sono notevolmente acuiti negli ultimi due anni anni».

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