Il Tirreno

Legambiente e cittadini: braccio di ferro

di Riccardo Sordi
 Legambiente e cittadini: braccio di ferro

L’associazione favorevole all’impianto a biomasse previsto a Novoleto, ma il comitato del “no” contesta

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PONTREMOLI. La storia si ripete. Dopo l’Eolico anche le Biomasse spaccano in due Pontremoli con la popolazione che esprime la sua netta contrarietà ad un progetto portato avanti dall’amministrazione e che dovrebbe vedere l’installazione di una centrale a biomasse nell’area di Novoleto da parte della società Renovo Bioenergy Spa. Ed infatti sono volati fuoco e fiamme, sia pure solo verbali, nel Teatro della Rosa, dove si è tenuto nel pomeriggio di ieri un incontro pubblico sulle “Biomasse e filiera locale legno-energia” organizzato da Legambiente.

Un incontro che in effetti si presentava già “pepato” visto che il Comitato contrario al progetto “Biomasse – No grazie” aveva lamentato la chiusura da parte dei rappresentanti dell’associazione ambientalista nella compilazione dei relatori (ed una rappresentante è salita sul palco proprio per lamentare questa scelta), accusa cui Legambiente aveva ribattuto sostenendo che tutti potevano partecipare alla tavola rotonda ma che i relatori introduttivi sarebbero stati scelti autonomamente.

Ad aprire l’incontro, dopo i saluti del sindaco Lucia Baracchini, l’intervento del vicepresidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, che ha subito messo l’accento su come «da tanti anni si sta parlando di una rivoluzione energetica. Di un obiettivo da raggiungere, ma in realtà pochi passi sono stati fatti. Anche se, per fortuna, negli ultimi dieci anni qualcosa è cambiato». E Ciafani evidenzia come sia aumentata la produzione di energia rinnovabile tra il 2003 ed il 2013 (dato ovviamente valido solo per questi primi mesi dell’anno) dal 16% al 36%. Un fenomeno dovuto alla crescita dei tanti micro impianti (circa 500mila in tutta Italia) che forniscono energia a chilometro zero.

«Le biomasse, insieme alle altre fonti di energia rinnovabile, rappresentano un percorso da intraprendere per valorizzare il territorio ed andare ad eliminare i combustibili fossili». Sono poi seguite le due relazione introduttive che sono state spesso interrotte dall’impazienza del pubblico che in più occasioni è intervenuto per contestare quanto veniva riportato. Due relazioni (la prima di Claudio Fagarazzi, del dipartimento di gestione Sistemi Agrari dell’Università di Firenze e la seconda di Martino Negri, ricercatore presso il CNR –Invalsa) dai contenuti principalmente tecnici che hanno illustrato, in linea generale e non direttamente riferite al potenziale futuro impianto a Novoleto, le dinamiche produttive e di riperimento di materiale da parte degli impianti a Biomasse. Stefano Arvati, presidente della Renovo Spa, ha detto che ci saranno «notevoli vantaggi per il territorio. Con una ricaduta occupazione di circa 80 posti. Una ricaduta economica stimata in circa 10 milioni di euro l’anno e una diminuzione di quasi 4.000 tonnellate di co2», cioè di anidride carbonica. Il presidente ha poi evidenziato come accanto alla centrale verrà realizzato un impianto per la produzione di Pellet, fatto contestato dalla platea dal consigliere di minoranza Rolando Scatena: «Non c’è scritto niente di tutto questo sulla convenzione firmata con il Comune». Ed anche sul fatto che le biomasse non bruceranno rifiuti c’è stato dibattito. «E’ scritto nero su bianco sull’Autorizzazione Provinciale. Se l’impianto brucia rifiuti, l’impianto chiude ed io vado in galera», ha affermato Arvati. «Ma non è chiaro che cosa si intende per biomasse» hanno replicato dal pubblico. Un dibattito accesso e serrato che è giunto solo al primo round. Due, ancora gli appuntamenti con la discussione sulle Biomasse, il primo sabato 21 settembre alle 15,30 organizzato dal Comitato “Biomasse – No Grazie”, con esperti di rilevanza nazionale e poi mercoledì 25 settembre alle ore 20,15 con il consiglio comunale aperto, al Teatro della Rosa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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