Sicurezza
Ferri: «Va aperta la nuova ala del carcere»
Il sottosegretario alla Giustizia ha visitato la struttura: «In una cella ho trovato 10 detenuti»
MASSA. «Aprite il padiglione B del carcere di Massa, necessario per eliminare il problema del sovraffollamento dei detenuti. Poi al personale mancante penseremo dopo. Io mi impegnerò per rendere possibile l'intera operazione».
Sono parole del sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, cittadino di Pontremoli, legato a filo doppio, per storia ed esperienza professionale, al Penitenziario di Massa Carrara, a cui ha fatto visita ieri pomeriggio.
Accompagnato dal direttore Maria Martone, Ferri ha visitato l'intera struttura accorgendosi di alcune criticità: «Ho trovato anche 10 detenuti in una sola cella all'interno della zona C- dice Ferri- e questo non è umanamente concepibile; ho visto troppo poco personale impiegato e un sovraffollamento del carcere pericoloso per la tenuta della struttura. E poi ho visto dei locali nuovi di zecca- continua Ferri- costruiti con soldi statali, ormai pronti da due anni e inutilizzati, che potrebbero accogliere altri 80 detenuti, il numero esatto che occorrerebbe al carcere di Massa per non essere più sovraffollato. Il mio impegno, grazie anche alla posizione che adesso ricopro, mirerà proprio a questo».
Il direttore del carcere Maria Martone supporta e appoggia il sottosegretario Ferri, più cauta però nel progetto dell'apertura del padiglione B: «Il carcere di Massa dovrebbe ospitare un massimo di 174 detenuti- spiega- ne ospita invece 263, quindi è vero che siamo in sovra numero e che l'altra criticità è la mancanza di personale. È vero anche che i nuovi locali sono praticamente pronti, mancano soltanto piccole modifiche di sicurezza, però se veramente venisse aperto per ospitare su tre piani altri 80 detenuti, con la nostra attuale forza lavoro non ce la faremmo. Le cose devono per forza andare di pari passo».
Oltre le criticità, comunque, Ferri ha notato anche parecchi aspetti positivi: è rimasto nella struttura quasi due ore, affascinato da una realtà che conosceva ma che non aveva mai approfondito abbastanza, per pensare ad un progetto nuovo con le categorie commerciali e gli industriali: «Sono stato nel laboratorio tessile che produce biancheria per tutti i penitenziari d'Italia, gratuitamente, grazie a 32 detenuti pagati come operai. Questo è un grande elemento di democrazia e di lungimiranza, un fiore all'occhiello per il carcere di Massa che secondo me andrebbe esternalizzato. Ma ho visitato anche la falegnameria- continua Ferri- che ha i macchinari, tra i più innovativi, ma a cui manca la forza lavoro. L'appello - conclude Ferri - dunque è rivolto a chi non conosce questi locali e invogliargli ad investirci. Per questo abbiamo deciso di organizzare una giornata lavorativa all'interno del carcere a cui invitare rappresentanti dei commercianti, degli industriali, dei piccoli imprenditori del territorio e i liberi professionisti, affinché possano ricavare qualcosa di buono da queste strutture».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
