Il Tirreno

Allarme sociale di Buffoni «Questa crisi mi fa paura»

Allarme sociale di Buffoni «Questa crisi mi fa paura»

Il sindaco chiama a raccolta il territorio: «Prendiamoci cura di chi ci sta accanto» Il dato: «Rispetto a 10 anni fa il numero di chi ha problemi economici è triplicato»

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MONTIGNOSO. Non poteva far finta di niente il sindaco di Montignoso Narciso Buffoni, venerdì il suicidio di quella sua concittadina (e paziente) lo ha scosso nell’animo. Così quando è salito sul palco invece di parlare della festa-concerto per il trofeo Buffoni - gara di ciclismo molto sentita da queste parti e che negli anni ha assunto un carattere internazionale - ha fatto un discorso molto serio. Anzi, ha lanciato un allarme: «Se una donna così ha deciso di gettarsi sotto un treno c’è da aver paura. C’è da iniziare a mettere mano al sociale. Non all’assistenza sociale, ma al welfare. Sono diventato sindaco dopo una pausa di qualche anno (i due mandati di Federico Binaglia, ndr) e mi sono accorto che è cambiato un mondo. Prima erano poche le persone che ci chiedevano un aiuto economico, adesso invece sono aumentate in maniera esponenziale. Triplicate. Noi come Comune non abbiamo soldi per poter risolvere i problemi di tutti, ma come comunità dobbiamo stare con gli occhi aperti per scorgere ogni tipo di malessere».

Buffoni mentre parlava dal palco di piazza Bertagnini, dove poi si è esibito il gruppo musicale Il mito dei New Trolls, si è commosso, anche perché quella donna che venerdì si è gettata sotto un treno merci la conosceva perfettamente: «Era mia paziente, avevo parlato con lei. Mi spiace quello che è accaduto. Ed è per questo - ha continuato a spronare i suoi concittadini - che vi chiedo di fare comunità, più di adesso. Se ci mettiamo insieme questa crisi la affrontiamo meglio». Ma l’appello il primo cittadino non poteva farlo soltanto alla gente e così ha chiamato in causa le istituzioni. Ha messo sul banco degli imputati se stesso: «Non si può continuare in questo modo, le famiglie non arrivano alla fine del mese. Non è il caso della donna che si è suicidata, ma il malessere della nostra collettività e dell’intero paese Italia aumenta. Io non faccio finta di essere fuori dal coro, ci sono anche io e come gli altri ho le mie colpe. Ma dico che Montignoso, la nostra Provincia, la nostra Regione devono cambiare. O cambiano i componenti del coro, me per primo, oppure cambia lo spartito. Così non si può più andare avanti».

Sempre col microfono in mano Buffoni è andato nel dettaglio della sua ricetta (essendo medico il termine è più che appropriato) per uscire dal tunnel: «Rendiamoci conto che senza una redistribuzione del reddito non si può andare avanti. Ci sono persone che hanno 450 euro di pensione e che appena arrivano le bollette di luce e gas non sanno più come fare per mangiare, accanto a loro invece c’è chi prende diecimila euro al mese. Ecco dico che forse un po’ di raziocinio ci vuole: vanno tutelate le competenze, ci mancherebbe. Ma se salta il tappo salta per tutti, anche per chi sta bene economicamente. Se chi guadagna 450 euro va a gambe all’aria cambia lo scenario anche a chi prende diecimila euro. Una società malata non fa bene a nessuno, prima lo capiamo e prima riusciamo a porvi rimedio. Mi auguro piuttosto che non sia troppo tardi per intervenire».

Infine l’allarme sociale del suo territorio: «Ve lo dico in questa serata che dovrebbe essere gioiosa e che lo diventerà dopo il mio intervento - conclude il sindaco commuovendosi ancora -, cominciamo a pensare a chi ci sta accanto. Non solo ai familiari, ma anche al vicino di casa, a chi incontriamo nei negozi. Di campanelli di allarme ne sono suonati fin troppi, rimbocchiamoci le maniche e facciamo sistema noi con la nostra sensibilità. Altrimenti non se ne esce. Solo così la signora che si è uccisa alla stazione ci avrà dato una lezione. Purtroppo c’è chi chiede aiuto senza averne bisogno, mentre c’è chi ha dignità e teme di chiedere l’elemosina. Ecco non voglio più che a pagare siano questi ultimi. Nessuno deve pagare questa crisi maledetta, ma soprattutto non la devono pagare quelli che hanno una dignità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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