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Patrimonio in vendita, solo sulla carta

Patrimonio in vendita, solo sulla carta

Tutti e 36 i fabbricati del piano di alienazione comunale devono essere accatastati o ristrutturati: così è tutto bloccato

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CARRARA. Sono trentasei fra palazzi, lavatori, edifici storici ma anche fondi commerciali, una pesa, qualche vespasiano e parecchi lavatoi.

Sono i “gioielli”, o meglio i fabbricati comunali, che l’amministrazione ha inserito nel piano di alienazione: quelli che dovrebbero essere venduti per portare nuova linfa nelle casse comunali.

Ma, in realtà, nonostante se ne parli ormai da qualche anno, al momento di questi edifici non se ne può vendere neppure uno. Tanto che - come conferma l’assessore di riferimento Giuseppina Andreazzoli, non si prevede proprio un bel nulla, in soldoni, dalle alienazioni: insomma neppure nelle previsioni di bilancio si parla di possibili entrate legate alla dismissione di una parte sostanziosa del patrimonio comunale.

Ognuno dei 36 fabbricati in vendita, infatti, ha bisogno di tutta una serie di pratiche burocratiche, legate all’accatastamento, di verifiche mappali e planimetrie e, spesso anche di massicce ristrutturazione.

Tutto questo impedisce, ad oggi, di poter anche solo fare i bandi con cui passare poi alla vendita vera e propria. Per il momento c’è solo un listino dettagliato, bene per bene, ma per passare ai fatti ne corre ancora un bel po’.

E su quello che sembra una contraddizione in termini, si cerca di alienare il patrimonio comunale ma in realtà non ci sono ancora le condizioni per metterlo in vendita.

Se per l’assessore all’urbanistica Andrea Vannucci per alcuni edifici, quelli più importanti, ad esempio la ristrutturazione non dovrebbe pregiudicare la vendita: «È come quando si mette sul mercato una casa da ristrutturare e se ne fa carico il nuovo compratore» per l’assessore al patrimonio tanti fabbricati sono stati inseriti nel piano di alienazione proprio per dare inizio ai lavori di restauro.

Sta di fatto che, invece, quel che trapela dagli uffici comunali, è che la mancanza cronica di personale ha fatto in modo che l’enorme lavoro burocratico, relativo proprio agli accatastamenti, sia ancora ben lungi dall’essere terminato.

Anche perché per molti fabbricato, è il caso del palazzo pisani, si è partiti dall’anno zero per quel che riguarda la situazione catastale, e nel bel messo ci si è messa la Sovrintendenza (trattandosi di edificio storico) con permessi e verifiche che hanno fatto allungare i tempi per la redazione dei bandi.

«Ma, con la situazione immobiliare di oggi, completamente ferma - dice l’assessore Andreazzoli - non ci sono stati abboccamenti per nessuno degli edifici che il Comune ha deciso di alienare».

Ma intanto scorrendo le nove pagine del patrimonio comunale in alienazione le sorprese non mancano come nemmeno i “pezzi forti”. Su tutti proprio quel palazzo Pisani, in via Loris Giorgi, su cui, qualche anno fa aveva messo gli occhi anche Zara, il colosso spagnolo dell’abbigliamento low cost, pensando proprio ad un mega investimento in città.Ma anche in questo caso l’azienda avrebbe affittato comprato solo in un secondo tempo il palazzo, dopo una ristrutturazione che, già allora, avrebbe dovuto essere acquistato e ristrutturato da privati. Il tutto, ora è messo nero su bianco, con un investimento iniziale di 2 milioni e 700mila euro: questo il valore indicativo nel piano di alienazione (tutti gli immobili necessitano di perizia stimativa). Ma anche se qualcuno volesse farci un pensierino, il fabbricato prima deve comunque essere modificato catastalmente con presentazione di planimetria e aggiornato.

Un altro pezzo forte è il mercato coperto di Marina, venduto a tranche: quella più consistente arriva a 2 milioni e mezzo di euro ma anche in questo caos le procedure catastali sono tutte da espletare.

Supera il milione di euro (1 miline e 150mila) l’immobile presso il campo profughi di Marina: qui però occorre verificare, si legge nel piano, la corrispondenza della pianta accatastante con le condizioni attuali).

Decisamente più economico l’ex Vespasiano di Torano che è uno dei fabbricati più a buon mercato dell’intero piano di alienazione: il prezzo indicativo è di 2mila euro, ma è ancora da censire. Per l’ex vespasiano di via Finelli ce ne vogliono invece 13milaù

Bisogna sborsare poi 22mila euro per l’ex lavatoio di Melara e 100mila per la ex pesa pubblica, a Torano (anche in questo caso ancora da censire).

(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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