Il Tirreno

In cella ad Ajaccio, spuntano i testimoni

Due amici dei massesi arrestati in Corsica li scagionano: «Le moto erano le nostre». Udienza il 18

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MASSA. Gli avvocati di Gianni e Giovanni Icardi, i due massesi da quasi due mesi in carcere in Corsica con l’accusa di furto le stanno tentando tutte per far ottenere ai loro assistiti - padre e figlio di 46 e 25 anni - almeno i domiciliari. E per questo hanno affittato un appartamento ad Ajaccio, perché le autorità corse non vogliono far tornare in Italia i due indagati. L’udienza che deciderà il destino dei commercianti scambiati per ladri dalla polizia francese ci sarà mercoledì 18 settembre. E le speranze che finalmente qualcosa si possa muovere ci sono, anche se non sono poi molte. Proprio per questo i legali Adriano Galli e Alessandra Paoletti hanno rintracciato i proprietari delle due moto in sella alle quali sono stati fermati i loro assistiti la sera del 27 luglio. Il giorno che è iniziato questo incubo che sembra non avere più fine. Gli amici degli Icardi, una coppia romana, hanno firmato una dichiarazione dove dicono che i mezzi erano i loro e che è vero che li avevano dati a padre e figlio, visto che volevano passare alcuni giorni lontano dal lavoro: «Gli abbiamo raccomandato di non prendere multe, perché in Corsica sappiamo che sono molto severi con il codice della strada». Da qui l’idea di mettere delle targhe posticce per buggerare gli autovelox. Idea dalla quale è partito quello che i legali dicono essere tutto un equivoco.

Padre e figlio sono stati arrestati con l’accusa di essere gli autori di una sfilza di furti avvenuti ad Ajaccio a luglio, dove loro si trovavano in vacanza. Il tribunale francese ha già rigettato un primo ricorso. Ora c’è l’appello. I giudici hanno fatto intendere che difficilmente gli concederanno di fare ritorno a casa perché temono che poi non si presenteranno al processo. Una settimana fa dopo tanto tempo i due hanno potuto rivedere i familiari (le due mogli e un’altra parente): sono molto provati, soprattutto Gianni che, a causa di una fastidiosa patologia che si è aggravata con la detenzione, è stato anche in ospedale. Gli Icardi continuano a professarsi innocenti, ma sia la polizia sia la magistratura vogliono concludere l’indagine prima di lasciarli andare a piede libero.

Mentre erano in sella alle loro motociclette erano stati avvicinati da un'auto a tutta velocità. Era una vettura senza sirena e senza scritte. Hanno avuto paura che si trattasse di criminali e così hanno tentato la fuga. Invece era la polizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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