Sicurezza
«Non tartassateci» I vacanzieri chiedono sconti sulla Tares
I proprietari delle seconde case di Marina si fanno sentire: «Qui stiamo bene ma i nostri investimenti sono a rischio»
MASSA. Sono arrivati, in prevalenza tra la metà degli anni ’80 e i primi ’90, hanno scelto il litorale apuano come loro secondo “nido” soprattutto per la vicinanza con la zona di provenzienza e per il clima mite. Sono i proprietari delle seconde case, un piccolo esercito di “quasi residenti”, che vuole fare sentire la sua voce. Un anno fa circa è nata così l’Assoproms, e che ad oggi conta un centinaio di associati. Un numero tuttavia destinato a crescere se si considera che il 60% delle case a Marina e un buon 50% nel resto della costa sono di proprietà, appunto, di non residenti.
Come chi qui ci vive tutto l’anno, anche loro chiedono una città pulita, ordinata e sicura. Più vivibile, insomma. Ma sottolineano anche il fattore economico. «Io non cambierei questa localitá con nessun’altra del centro-nord – spiega Luciano Angella, vicepresidente dell’associazione – perché ha un clima unico: grazie alle Apuane l’estate non è mai troppo afosa. Già se si va verso il Forte o Viareggio, non si dorme la notte. Il punto è che però noi, proprietari di seconde case, abbiamo investito anni fa su questo territorio e vogliamo che il nostro investimento continui ad avere lo stesso valore. Se la città perde il suo decoro, i suoi connotati di vivibilità, allora anche il nostro investimento perde valore». Ecco quindi che le richieste che avanzano alla giunta Volpi sono chiare e scritte nero su bianco. Chiedono, anzitutto, una migliore depurazione delle acque. «In particolare quella del Frigido – continua Angella – in cui vengono scaricate acque sporche e maleodoranti. Ho sentito turisti che avevano preso una casa in affitto quest'estate dire che non torneranno più per questo motivo». Poi la pulizia delle strade e il decoro urbano. «La pulizia – spiega – è molto migliorata, ma è ancora da perfezionare. Per decoro intendo anche la segnaletica orizzontale che in alcuni tratti di strada non è nemmeno visibile». Infine, la sicurezza: i non residenti chiedono più forze dell’ordine in giro. Dagli anni '90 ad oggi – dice ancora il vicepresidente dell’associazione – il litorale è migliorato. La viabilità in primis, grazie alla realizzazione delle rotonde che hanno permesso di snellire il traffico e ridurre l’inquinamento. Ma anche giardini e pinete sono più ordinati e le strade sono più pulite.
Ma i non residenti chiedono di più. La seconda casa, infatti, comporta anche molte spese che, ovviamente, il proprietario vorrebbe vedersi tradurre in servizi. Dall’Imu che, nel comune, è stata portata alla tariffa massima (per le seconde case), arrivando alla Tares, la nuova tassa sui rifiuti. «La Tares sarà sicuramente più cara della Tarsu perché prevede tutta una serie di voci che prima non erano incluse. Tuttavia prevede che si possa applicare uno sconto del 30% a chi non utilizza l’abitazione tutto l'anno. Noi associati ci aspettiamo quindi un segnale dall'amministrazione a tutela anche dei nostri interessi. È vero che noi, avendo una seconda casa, sicuramente abbiamo meno bisogno di aiuto di altri, però è anche vero che noi siamo una fetta importante dell'economia locale e vogliamo essere considerati come parte integrante della cittadinanza».
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