Il dolore
«Non ho mai dato in escandescenze»
L’educatore racconta la sua verità sul battibecco all’Alberghiero e sull’intervento dei carabinieri
MASSA. Sostiene di non aver aggredito verbalmente il dirigente scolastico, di non aver dato in escandescenze, di non aver gettato dalla finestra una borsa. E precisa poi di aver impugnato il provvedimento disciplinare che gli imponeva una sospensione dalla sua attività di educatore all'istituto alberghiero (perché "lo stato di ubriachezza può essere accertato soltanto attraverso l'alcol test o le analisi del sangue, cosa mai avvenuta”)). In una lunga lettera, l'educatore fornisce la sua versione dei fatti sull'episodio da noi raccontato il 5 settembre, cioè quando i carabinieri furono chiamati ad intervenire all'Alberghiero. Una lunga lettera - va detto - nella quale l'educatore cita persone e circostanze non menzionate nel nostro articolo, e che quindi omettiamo. Andiamo invece alla sua versione dell'accaduto la mattina del 4 settembre scorso.
"Dopo le ore 9, nell'aula 306, si stava svolgendo una riunione di educatori per fare il punto sull'attività convittuale e semi convittuale quando faceva ingresso il dirigente scolastico Luigi Sebastiani, al quale facevo garbatamente presente l'illegittimità della sua circolare di convocazione del personale educativo e di come avrei potuto frequentare, in contemporanea, sia la riunione nell'aula 306, sia il corso per la sicurezza nel laboratorio linguistico, nel seminterrato dell'istituto, dalle 9 alle 13 dello stesso giorno".
L'educatore spiega che le due convocazioni erano state a lui indirizzate con specifiche circolari del dirigente scolastico e di aver fatto notare di «non avere il dono dell'ubiquità, ritenendo il comportamento amministrativo del dirigente gravemente lesivo della mia dignità professionale e umana. Chiedevo - aggiunge - al dirigente di conoscere il provvedimento amministrativo in virtù del quale continuasse, dopo il primo settembre, a svolgere le funzioni di dirigente scolastico dell'istituto dal momento che egli stesso aveva pubblicamente comunicato che da quella data era stato assegnato a dirigere l'Ambito territorale di Livorno. Per tutta risposta replicava che erano fatti miei e ha fatto ritorno nel suo ufficio. Di lì a poco, chiamati dal dirigente , sono arrivati i carabinieri i quali - prosegue - non potevano fare altro che constatare quanto ho già riferito e lasciare l'istituto». E ancora, l'educatore racconta di essere andato nel laboratorio per partecipare al corso sulla sicurezza e che, al termine, è stato «avvicinato dai carabinieri e da operatori Asl, tutti ovviamente chiamati dal dirigente scolastico, coi quali dialogavo serenamente, anche se esterrefatto. Dopo gli accertamenti del caso i carabinieri non potevano che constatare la non veridicità di quanto segnalato e l'autorità sanitaria certificava che ero 'lucido e orientato', 'non aggressivo, tranquillo' e mi riconosceva come 'soggetto che non necessita di intervento»".
L'educatore aggiunge di essere successivamente andato con i militari nell'ufficio del dirigente scolastico per chiedere la copia della circolare sui corsi di formazione sulla sicurezza e sarebbe stato lì, sempre in base alla versione fornita dall'educatore, che il dirigente scolastico lo avrebbe spintonato. «Ho fatto denuncia - sottolinea - ed è falso quindi che sarei stato io ad aggredirlo. Soltanto dopo i carabinieri hanno ottenuto la copia della circolare e me la hanno consegnata in ottemperanza ad un mio diritto specifico».
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