La manifestazione
Toghe e amministratori protestano uniti
Manifestazione a difesa del tribunale di Pontremoli, il cui destino è però segnato: «Proveremo a unirci alla Spezia»
PONTREMOLI. Non dichiarazioni roboanti o aggressive, ma dietro la correttezza delle espressioni ci sono parole forti ed intense che testimoniano il legame profondo del mondo dell’avvocatura lunigianese con il tribunale di Pontremoli, il cui destino sembra ormai segnato per effetto della riforma della giustizia che prevede l’accorpamento della sezione distaccata pontremolese con quella centrale di Massa. Parole espresse nel corso della manifestazione di protesta che si è tenuta ieri mattina nel tribunale di Pontremoli, cui hanno partecipato molti avvocati lunigianesi e rappresentanti di alcune amministrazioni locali. Ad organizzare la manifestazione l’Associazione Nazionale Avvocati Italiani (Anai) Sezione Pontremoli- Lunigiana guidata dall’avvocato aullese, Massimo Pinza, che nel suo discorso di relazione sulla vicenda ha evidenziato che la riforma «lede il principio di Giustizia di Prossimità allontanando l’ufficio giudiziario di riferimento territoriale dal cittadino soprattutto in zone come la Lunigiana caratterizzata da un vasto territorio montano con distanza della sezione distaccata di Pontremoli dalla sede centrale di Massa di ben 60 chilometri».
E l’aspetto della distanza è stato rimarcato da tutti i relatori intervenuti al dibattito. A partire dal sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini, che ha inoltre posto l’accento sul fatto che il Comune di Pontremoli si sia sempre adoperato per mantenere attiva la struttura, anche con importanti interventi edilizi. E in base quell’impegno, anche secondo le normative vigenti, il primo cittadino chiede «il mantenimento della piena attività a Pontremoli, presso l’attuale sede di proprietà comunale, della sezione distaccata del tribunale di Massa, tuttora operante, per il periodo massimo previsto, cinque anni, salvo l’intervento di normative successive che possano disporre il mantenimento definitivo o ulteriori proroghe».
L’avvocato Roberto Valettini si è dichiarato estremamente amareggiato per questa situazione «che crea disagio all’intera popolazione lunigianese». E rivendica la centralità della struttura pontremolese in un contesto di servizi per il cittadino che non possono venire meno. La piena solidarietà è stata poi espressa anche dai numerosi rappresentanti delle amministrazioni locali in particolare il vicesindaco di Licciana Nardi, Maurizio Barbieri, ha evidenziato l’importanza di poter contare su di un servizio così prezioso in un contesto montano che ha molte difficoltà nel poter (spesso anche proprio per dinamiche legate alla viabilità) raggiungere le località della costa della Provincia. E gli avvocati hanno evidenziato come il richiamo ai presunti risparmi economici sia assolutamente fittizio. «Da dove nasce questa riforma? – è la domanda provocatoria proposta da alcuni avvocati –Da una serie di promosse fatte all’Europa dall’allora primo ministro Mario Monti che si doveva sedere al tavolo sostenendo di aver tagliato i costi dell’amministrazione pubblica. Ma in realtà questa riforma non a capo né coda e non permette alcun risparmio alla collettività. Ed oltre tutto crea solo confusione e difficoltà». Ma se il percorso della riforma sembra ormai avviato in maniera inesorabile gli avvocati stanno studiando una contromossa, una possibile aggregazione del tribunale di Pontremoli con la sede di La Spezia. «Forse ultima disperata mossa per tentare di salvare questa storica ed importante sede giudiziaria. Ma sia chiaro non è la storia di questo edificio che ci interessa salvare, ma evidenziare come sia ancora vivo il suo ruolo all’interno del tessuto sociale lunigianese», hanno osservato alcuni.
E intanto anche il sindaco di Aulla Roberto Simoncini, impegnato ad Aulla con l’assessore regionale Targetti, esprime il suo appoggio alla difesa del tribunale di Pontremoli. (r.s.)
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