Proteste
Marmo, il Comune al Consiglio di Stato
La Bienaimè accusa: già l’avvocato Iaria vi diceva di abbandonare la strada della concertazione
CARRARA. «I ricorsi al Tar vengono vinti dagli industriali perché manca un procedimento che non è mai stato avviato», questo il primo commento di Claudia Bienaimé in Commissione Marmo ieri, all'ennesima discussione sull'esito dei tre ricorsi al Tar vinti dai concessionari. Commento arrivato subito dopo la relazione del dirigente Marco Tonelli che definiva le sentenze «incomprensibili, perché riferite a questioni che poi non vengono riportate nelle sentenze stesse». Ciò per cui Bienaimé si dice esterrefatta è la posizione esplicitata dall'avvocato del Comune Domenico Iaria che, in una parola, avrebbe affermato nelle sue memorie dell'ottobre 2009 che, di fronte a simili ricorsi l'Amministrazione sarà costretta ad abbandonare la via della concertazione ed imboccare quella impositiva prevista dal regolamento: «Cosa abbiamo aspettato a intraprendere subito quest'ultima strada?», si domanda Bienaimé mentre Tonelli corregge: «Iaria voleva intendere che, nel caso non funzionasse la concertazione, bisognerà intraprendere un'altra strada». Ma a qualcuno sembra che questa strada, quella impositiva appunto, non sia mai stata imboccata. È a questo punto che il vicesindaco con delega al Marmo Andrea Vannucci ripercorre la storia del Regolamento per arrivare alle ultime sentenze, dove il Tribunale Amministrativo Regionale riconoscerebbe gli accordi 2008/2009, seppur mai sottoscritti da Assindustria, bocciando il procedimento analitico cava per cava deciso nel 2010/2011, perché adottabile solo in seguito alla scadenza dei primi (prevista per il 31 dicembre 2015). «È assurdo - sostiene Vannucci -che il Tar riconosca un accordo mai sottoscritto dai concessionari, faremo ricorso al Consiglio di Stato». Appellarsi al Consiglio di Stato però prevede tempi lunghi, difficilmente inferiori alla data di scadenza prevista dagli accordi... «Il dato di fatto è - prosegue Bienaimé - che con queste sentenze s'inficia comunque qualsivoglia procedimento analitico, almeno fino a fine 2015...». Dopo questa considerazione si cambia argomento e Vannucci esclama riferendosi al caso Vanelli/Sam: «Francamente cadono le braccia quando dal Tar si dà ragione a chi pretende di vendere alla metà del prezzo per accordi privati precedentemente presi, fra due soci!». Secondo Bienaimé e Francesco De Pasquale (M5S) però, quest'ultima possibilità sarebbe prevista dallo stesso articolo 15 del Regolamento comunale degli agri marmiferi. Ma anche su questa questione si scaldano gli animi: mentre Tonelli accusa De Pasquale di non saper leggere la differenza che passa tra costo di produzione e costo di mercato, Bienaimé taglia la testa al toro e domanda: «Ma la Sam ha pagato?», «No - risponde Vannucci - ma è Vanelli che ha il compito di saldare il 50% di Sam ed è lui che andremo a cercare». Solo che la Ferdinando Vanelli ha fatto e vinto il ricorso... «Al di là di questo - conclude Bienaimé - c'è comunque qualcosa che non torna nell'atteggiamento della Regione, per questo invito tutti a contattare i propri rappresentanti regionali per avere risposte che fughino ogni dubbio di interessi nascosti». (b.m.)
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