Il Tirreno

Via Pascoli, la strada della “rinascita”

Via Pascoli, la strada della “rinascita”

I commercianti: qui va meglio che altrove. Ma i negozianti devono collaborare di più

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MASSA. Ma chi l'ha detto che via Pascoli è una strada maledetta per il commercio? Certamente qualcuno che non la frequenta e non la conosce. Questo sostengono gli esercenti. Il fatto che negli ultimi mesi siano state chiuse alcune attività, per puro caso tutte concentrate in via Pascoli, non significa nulla. Anzi. A ben vedere, infatti, a fronte della chiusura del negozio di giocattoli ed abbigliamento per bambini, dello storico pastificio e di un negozio di parrucchieri che lavoravano, uno a fianco all'altro, nella parte finale della strada, hanno aperto i battenti un nuovo negozio di parrucchieri, una sala di gioco e un negozio di bigiotteria, senza contare poi che alla chiusura di alcuni negozi, lo scorso anno, ha fatto seguito l'ampliamento di altri, come nel caso del bar “Girasole”, che dalla vicina via Fermi si è spostato nel fondo da decenni occupato dalla gastronomia “Valeria”.

«Che il commercio sia fatto di luci e ombre siamo i primo a dirlo - ha detto la titolare del negozio di oggettistica "Piccoli doni", Piera Benedetti - ma da questo a dire che via Pascoli sia un'arteria in agonia, ce ne corre.

In questa strada i fondi sono stati abbandonati nè più né meno che in qualsiasi altra zona di Massa, anzi, forse qui sarà anche più facile rivederli presto occupati, dato che gli affitti sono per lo meno abbordabili». Dello stesso parere Anna Sacchi, titolare del negozio "Enfi sport": «Senza fare nomi - ha detto la commerciante - ma abbiamo visto già diversi colleghi del centro storico che si sono fatti avanti subito dopo la chiusura di questi negozi, visto che qui si riesce ancora a sopravvivere e ad arrivare a fine mese, mentre lassù no».

Secondo i commercianti è ora di smetterla di dare alla crisi o alle istituzioni locali la colpa del calo di lavoro: «La crisi c'è, tutti ne paghiamo le conseguenze - hanno concluso le commercianti - e anche le istituzioni sembrano dimenticarsi di noi in occasione dell'organizzazione di eventi, ma bisogna dire che noi negozianti potremmo fare di più: aperture domenicali o serali, illuminazione notturna delle vetrine, allestimento delle decorazioni natalizie.Siamo sempre troppo divisi, e così facendo sviliamo il potenziale commerciale di una delle strade principali del centro».

Margherita Mazzarella

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