Il dolore
Si va alla variante dell’area retroportuale
CARRARA. La commissione urbanistica dà il via agli uffici comunali per la procedura che porterà in consiglio comunale la variante all’area retroportuale, che secondo la proposta tecnica, resterà in...
CARRARA. La commissione urbanistica dà il via agli uffici comunali per la procedura che porterà in consiglio comunale la variante all’area retroportuale, che secondo la proposta tecnica, resterà in parte destinata, come ora, a centro intermodale, cioè per i servizi annessi al porto (la fascia più vicina al mare); e in parte cambierà destinazione diventando una zona G1, cioè per attività produttive come lo è già l’area di 40mila metri quadrati dello yard del Nuovo Pignone lungo viale Zaccagna. E’ stato stabilito che non occorre la Vas, cioè la valutazione ambientale strategica. In sostanza con la variante (che comporta anche delle prescrizioni come ha spiegato in commissione l’architetto Nicoletta Migliorini), viene allargata la cosiddetta zona G1, che dallo yard si estenderà su altri 170mila metri quadrati che ora fanno parte dell’attuale centro intermodale della logistica. Quest’ultimo verrà confinato su una fascia, a lato mare, di 56mila metri quadrati.
Tutte le attività produttive industriali che saranno possibili nella nuova zona G1, è stato spiegato alla commissione (era presente anche l’assessore Andrea Vannucci), saranno attività che necessitano del porto. Quindi con produzioni che avranno bisogno di trasporti marittimi. Si parla infatti di “Polo della meccanica industriale di alta qualità tecnologica” nell’area retroportuale (sia funzionale all’ampliamento dello yard, sia per altre aziende), sulla base dell’accordo di programma siglato nel 2011 in Regione da Provincia, Comuni di Carrara e Massa, Nuovo Pignone e Porto di Carrara spa.
Nei 170mila metri quadri, sono utilizzabili per insedimenti produttivi 16mila metri quadri.(c.car.)
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