Il Tirreno

Scuole nei container, genitori divisi

Scuole nei container, genitori divisi

C’è chi li preferisce perché sicuri in caso di calamità naturali e chi vorrebbe il ritorno negli istituti cittadini ristrutturati

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AULLA. C'è chi contesta, con toni molto accesi, il fatto che i bambini delle scuole elementari siano ancora nei container e chi, invece, apprezza la soluzione adottata, pur desiderando che le nuove scuole arrivino presto.

La sensazione, infatti, è che i genitori siano spaccati a metà fra chi proprio non apprezza che i figli siano ancora nei container, dove si stanno abituando ad una normalità molto presunta, e chi non ha alcun problema nell'accettare che i propri bambini stiano dentro i moduli prefabbricati dislocati nelle aree ferroviarie dismesse, dove, se non altro, sono al sicuro dalle acque del fiume Magra.

D'altronde, fu anche indetto un referendum l'estate dello scorso anno e, a furor di popolo, un risultato già scritto fu sancito nelle improvvisate urne, con la schiacciante vittoria di chi voleva i container e non il ritorno dei propri figli nell'edificio alluvionato di piazza Garibaldi, invaso dal fango il 25 ottobre 2011, dove ora si trovano i ragazzi del liceo classico.

Ma rimaniamo all'oggi, anzi a ieri mattina, giornata in cui la campanella de'anno scolastico 2013/2014 ha suonato per la prima volta alle scuole elementari di Aulla capoluogo.

Poco prima dell'una, orario del “rompete le righe” per i più piccoli, il primo genitore che incontriamo non ha peli sulla lingua: «I nostri amministratori? Lasciamo perdere. Invece, di pensare a questa fantomatica fusione dei Comuni, dovrebbero darsi una mossa per cercare di fare realizzare le nuove scuole prima possibile. Ero e resto contrario ai container, non è la soluzione adatta, tutt'altro» conclude il genitore dall'abitacolo del suo mezzo.

I toni sono più pacati, ma la sostanza non cambia quando parliamo con Barbara Bruni e Daniela Chiocca.

Le due mamme, che arrivano insieme, alle nostre sollecitazioni sul fatto che inizia il secondo anno nei container per i bambini, esclamano praticamente all'unisono: «Speriamo che arrivi un sindaco migliore di questo».

Non nascondono, quindi, la loro delusione per l'operato del primo cittadino aullese, facendo notare che i più piccoli non hanno né mensa né palestra.

Però, è Daniela Chiocca a sottolineare che la figlia è più contenta ora rispetto a quando le elementari erano ospitate a Palazzo Centurione, «dove gli spazi erano davvero risicati e i bambini erano schiacciati come sardine».

Un altro genitore che incontriamo, invece, dichiara un moderato apprezzamento per la soluzione container: «E' vero, non sono il massimo, ma almeno non sono vicini al fiume e sono messi bene. Ma, soprattutto, i nostri figli sono in sicurezza».

Infine, è una mamma a spezzare nuovamente una lancia a favore dei container: «L'impatto non è malvagio, anche se quello che conta è avere presto le nuove scuole».

Su questo, nei giorni scorsi, il sindaco Roberto Simoncini aveva lanciato rassicurazioni, dicendosi convinto del fatto che «per l'anno scolastico 2014/15 i bambini saranno nelle nuove scuole» e garantendo che «le buste con le offerte per la gara saranno aperte entro questo mese e a gennaio inizieranno i lavori».

Speriamo che la burocrazia, tanto invisa al sindaco di Aulla, non venga nuovamente a mettere i bastoni fra le ruote al ripristino delle sedi scolastiche.

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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