Sicurezza
«Gli occhi del Papa più forti delle parole»
La mamma di Gianni Iacoviello all’udienza: «Un grande conforto. Non dimenticherò quel suo sguardo e il suo abbraccio»
CARRAR. «Avevamo il tempo per parlare con il Papa, invece le parole non uscivano dalla bocca, e c’è stato uno scambio di sguardi fra noi mamme e il pontefice. E’ stato un momento bellissimo. Così come bello ma anche tremendo al tempo stesso è stato il momento in cui all’inizio dell’udienza in piazza San Pietro, è stato annunciata la presenza della Guardia Costiera, dei genitori e parenti delle nove vittime di Genova: di solito quando presentano le delegazioni al Papa, si alzano dalla piazza applausi di volta in volta solo da parte dei rispettivi concittadini. Invece quando hanno annunciato la nostra presenza, l’intera folla in piazza ha applaudito. E’ stato veramente commovente». A ripensarci, non resiste alle lacrime mamma Stella, nel raccontare i suoi sentimenti, ciò che ha provato nell’udienza generale di ieri, quando Papa Francesco ha salutato i parenti delle vittime di Genova. Lei, la mamma di Gianni Iacoviello, una delle nove vittime del disastro della notte del 7 maggio scorso al molo Giano di Genova, (quando la nave Jolly Nero ha colpito e fatto crollare la torre piloti), assieme alle altre mamme, a mogli e parenti dei “ragazzi” morti o rimasti feriti nel disastro, dice che quell’incontro con il Papa le è stato di grande aiuto, sollievo, conforto. Anche se la perdita di Gianni, ha lasciato un vuoto incolmabile, in lei, nel marito, nelle due sorelle, nella fidanzata Stefania la quale ieri è stata ospite, assieme a una delle sorelle di Gianni, Sonia, nella trasmissione di Rai1 “La vita in diretta”. Paola Perego ha intervistato una delle mamme delle vittime, e poi ha parlato anche con Stefania e Sonia, che hanno chiesto, tenendosi per mano, «che venga fatta giustizia», per Gianni e i suoi compagni, «che non si spengano i riflettori, e venga fuori la verità».
L’inchiesta è in corso per accertare le responsabilità del disastro.
Ma intanto mamma Stella, ieri è tornata a casa, da Roma, con un ricordo indelebile dell’incontro con il Papa, «e del suo abbraccio». «Papa Francesco, sul sagrato ci ha regalato, a noi mamme, un rosario e una pergamena, ci ha dato conforto, si vedeva che era rattristato, che era bene informato su quanto accaduto a Genova. Gli abbiamo detto che pregavamo per lui. Ci ha abbracciato, una ad una, per due volte. Non sono servite tante parole, ci guardava affettuosamente. “Vi sono vicino, siete nel mio cuore», ci ha detto. E’ stato un grande conforto per noi poterlo abbracciare, baciargli la mano». Le mamme avevano portato le foto dei loro figli morti sul lavoro. All’udienza erano presenti anche i colleghi superstiti di Gianni Iacoviello, lavoratori della Capitaneria di porto di Genova, l'ammiraglio Felicio Angrisano, comandante generale del Corpo delle Capitanerie affiancato dall'ammiraglio Vincenzo Melone, direttore marittimo della Liguria e comandante del porto genovese. I familiari di Iacoviello hanno poi lasciato Roma su un pullman assieme ad altri congiunti delle vittime, e al personale della Capitaneria. Mamma Stella aveva con sè anche uno ciondolo con la foto di Gianni: «Lui, lo ha benedetto».... «Il Papa ci guardava, ci guardava...». E quello scambio intenso, di sguardi, mamma Stella se lo porterà per sempre nel cuore».
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