Il dolore
Fatta la convenzione tra Comune e canile Montepepe
Si cerca di limitare e annullare nel tempo l’invio di randagi in strutture fuori porvincia. Ecco i dettagli dell’accordo
MONTIGNOSO. Trentuno mila euro per l'accoglienza e la cura dei cani randagi di Montignoso in strutture fuori provincia, nello specifico a Reggio Emilia e Varese. È una spesa insostenibile per il Comune, ma necessaria anche in questo bilancio di previsione 2013, fatto di "lacrime e sangue" come lo ha definito più volte l'assessore Raffaello Gianfranceschi. La somma da destinare alle due strutture convenzionate con Villa Schiff è presente nell'atto approvato dal consiglio comunale a fine agosto e non è stato possibile evitarlo, visto che il comune paga la mancanza di un canile sanitario al suo interno e anche quella di un canile rifugio.
All'azienda agricola Balugani di Reggio Emilia andranno anche quest'anno, secondo la previsione, circa 26 mila euro, mentre alla struttura di Varese dell'imprenditore Claudio Mattiolo, altri 5000 euro, il tutto per la cura di una cinquantina di cani randagi del territorio di Montignoso, che lì sperano di trovare un padrone. A tamponare la "fuga" di denaro verso il nord Italia, prova il sindaco Narciso Buffoni che, come anticipato dal nostro giornale, ha concretizzato una convenzione con la "Casa di Febo" canile rifugio di Roberto Guelfi a Montepepe.
Obiettivo dell'amministrazione, riportare tutti i 50 cani sul territorio comunale, per incentivarne l'adozione (attraverso un canile rifugio nelle vicinanze comunali e con la collaborazione di un'associazione di volontariato) ma anche per smettere di "sprecare" quei soldi che potrebbero essere meglio investiti per la comunità. Ad occuparsi dei cani oggi "alloggiati" fuori provincia sarà, per l'appunto, proprio la "Casa di Febo" e la Lega nazionale del Cane, per la cifra di 5000 euro l'anno.
La convenzione, con tutti i doveri dei firmatari, è oggi visibile sul sito del comune: l'ente, in pratica, affida alla Lega Nazionale per la Difesa del cane la custodia di 10 dei propri cani attualmente custoditi presso canili rifugio posti fuori Regione; Roberto Guelfi, presidente dell'associazione e titolare del canile rifugio di Montepepe dovrà provvedere alla loro assistenza giornaliera, con la somministrazione di cibo idoneo e acqua, e nel rispetto di tutte le necessarie condizioni igienico-sanitarie, con una periodica assistenza, attraverso un veterinario di fiducia.
Dovrà poi lavorare per facilitare la loro adozione e i cagnolini che verranno adottati, dovranno essere "rimpiazzati" con altri cani prelevati dai canili rifugio fuori Regione, oppure fra quelli del canile sanitario che abbiano completato il periodo di custodia temporanea, in modo da mantenere il più possibile costantemente pari a dieci il numero dei cani in custodia e fino alla completa estinzione del rapporto con quei canili esterni (almeno questo è quanto spera l'amministrazione).
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