Finanza
Caos esenzioni, l'Asl presenta il conto
Confusione tra reddito familiare e Isee: in arrivo centinaia di richieste di ticket a cittadini sotto i 36mila euro
Pensavi di essere esente,così quando ti ritrovi nella cassetta della posta una richiesta di pagamento ticket rimani a bocca aperta. Tanto più che non si tratta di spiccioli: sei in debito e adesso ti tocca sborsare il triplo di quanto avresti pagato versando il regolare ticket. Del resto chi chiede soldi - tutto parte da Roma - ha le sue ragioni: l’errore - anche se non imputabile al paziente - c’è e tocca pagare. Fino a 300 euro. Tutta colpa di un vero e proprio ginepraio normativo.
Quello dei ticket è un universo complesso: quando tu metti mano al portafogli non sai che, in realtà, di ticket - per semplificare - ne stai pagando due. Il primo è previsto dalla normativa nazionale: sono escluse dal versamento soltanto alcune categorie, bambini sotto i sei anni e anziani sopra i 65, ma con reddito familiare che non raggiunga i 36mila euro. E il nodo sta proprio nel reddito. Il “secondo” ticket, quello regionale, prevede, infatti, per l’esenzione la possibilità di dichiarare o il reddito o l’Isee. La Toscana lo ha introdotto nel 2011: il governo Berlusconi ha proposto un ticket sanitario aggiuntivo di 10 euro, ma Firenze ha preferito un’altra stata. E ha sceglto il criterio reddituale: se sei sotto i 36mila euro, non paghi l’aggiuntivo. E la tua condizione economica puoi provarla - almeno così era in un primo momento - autocertificando o il reddito o l’Isee. Così quando è diventato obbligatorio basarsi sulle entrate complessive familiari, qualcuno ha continuato ad affidarsi all’Isee. Ecco, quindi, scattare i controlli. Perchè magari - per fare un esempio -il tuo indicatore è di 33mila euro, ma il reddito effettivo di 40mila.
Cittadini certi di essere esenti (per lo meno dal ticket aggiuntivo) e adesso chiamati a pagare.
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