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Il regno delle capre E Bergiola conquista le telecamere di Sky

Il regno delle capre E Bergiola conquista le telecamere di Sky

Il caseificio dell’azienda agricola “Il Giglio” non ha bisogno si pubblicità: grazie al passaparola, il commercio va

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CARRARA. Hanno suscitato l'attenzione di Sky e della trasmissione "Grassi ma non troppo", i titolari dell'azienda agricola bergiolese "Il Giglio" guidata da Silvia Dell'Amico con l'aiuto della madre Valeria Lombardini. Gestiscono da anni un vero e proprio regno delle capre, dove l'amore per gli animali è l'ingrediente principale per la preparazione di prodotti di grandissima qualità, derivanti da un gregge di oltre 70 esemplari delle Alpi Apuane. Un commercio di prodotti caseari nato per lo più tramite passaparola. «In zona siamo sei produttori ad avere questa particolare razza caprina - ha spiegato Valeria Lombardini dalla sua casa-fattoria di Bergiola - Portiamo avanti con dedizione il concetto di razza, mandando gli animali al pascolo nei boschi delle Apuane, dove l'alimentazione è completa e diversificata, per un prodotto che risulta profumato fin dal momento della mungitura fatta a mano». La signora Valeria racconta la sua passione per l'allevamento aggrappata ad un deambulatore, resosi necessario a seguito di una caduta che le ha procurato una frattura alla gamba. «Ero al pascolo e sono caduta - ha spiegato - sono cose che capitano. In quella circostanza, comunque, mentre ero a terra che mi lamentavo, le mie "bimbe" (così chiama le sue capre, ndc) non mi hanno abbandonata un istante». E hanno proprio un trattamento di tutto rispetto le capre dell'allevamento, tutte con un nome proprio, al quale rispondono, venendo al piccolo trotto: Claudia, Zara, Zaira, Mora, Aurora, Mirtilla, Nonna Birba, Nonna Bianca. Sono solo alcuni dei nomi con cui i titolari dell'azienda hanno chiamato le loro compagne di vita. «Abbiamo 40mila metri di pascolo, miriadi di terreni boschivi e seminativi, dove far pascolare le bestie - ha proseguito la signora Valeria - Nel luglio del 1977 comprai la prima capra delle Apuane da un pastore di Bergiola Maggiore. Ora ne abbiamo circa settanta. Sono tutte nate qui. Abbiamo mantenuto la razza tenendo i maschi e le femmine. Silvia, mia figlia, nonostante gli studi di architetto, è entrata a far parte dell'associazione dei coltivatori diretti; è nata nel 1982 ed è cresciuta con l'allevamento. L'esperienza non la si fa sui libri, ma lavorando. Noi riusciamo a capirlo dai loro occhi se una capretta ha un po' di febbre. Sono parte integrante della nostra famiglia. Qui nascono, e muoiono di vecchiaia».

David De Filippi

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