Il Tirreno

Un piano per salvare le nostre chiese

di Margherita Mazzarella
Un piano per salvare le nostre chiese

Danni per oltre 3,5 milioni. Da Assindustria, Accademia e Fondazione Crc un sostegno concreto al recupero

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MASSA. E' stato chiamato "Pietre sacre" ed è un progetto dedicato al recupero delle chiese della diocesi di Massa, Carrara e Pontremoli lesionate dal terremoto che il 27 gennaio 2012 colpì, oltre all'Emilia, anche il nostro territorio.

Si tratta di un'iniziativa voluta dalla diocesi apuana, che per tentare di realizzarla ha chiesto la collaborazione di Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Assindustria Massa-Carrara e Accademia di Belle Arti di Carrara.

I danni subìti dagli edifici sacri del territorio ammontano ad oltre 3milioni e 350mila euro, dunque per realizzare il progetto, che prevedere il recupero totale o parziale di una ventina di chiese e pievi, non basta ciò che la diocesi riesce a raccogliere nella nostra provincia grazie all'8 per 1000, peraltro già impiegato per far fronte alle spese previste per tutte le attività pastorali e caritatevoli realizzate dalla diocesi. Per questo la proposta di affiancare vari soggetti nella realizzazione dell'ambizioso proposito di restituire al territorio la sua storia e la sua identità attraverso il recupero di luoghi simbolo che, soprattutto nelle piccole realtà lunigianesi, costituiscono l'unico punto di aggregazione e di socialità di una comunità di cittadini e fedeli, senza contare poi che «sono oltre 33mila le opere d'arte rinvenute all'interno degli edifici sacri della nostra diocesi», ha precisato il responsabile dell'ufficio per l'arte sacra e i beni culturali don Luca Franceschini. A presentare ufficialmente "Pietre Sacre" il vescovo Giovanni Santucci, insieme ai rappresentanti di tutti gli altri soggetti partner del progetto: «In realtà il progetto ha già preso il via con numerosi sopralluoghi effettuati per la diocesi nei luoghi terremotati - ha detto Santucci - ma la parte difficile arriva adesso: un progetto del genere ha dei costi esorbitanti, e oltre tutto, come è giusto che sia, non rappresenta una priorità, rispetto alle emergenze che purtroppo si sono verificate nella nostra zona negli ultimi anni. Ma è anche un progetto ambizioso, che potrà recuperare risorse culturali e storiche del nostro territorio ed allo stesso tempo far lavorare tante aziende».

Tra i soggetti coinvolti infatti, anche Assindustria Massa-Carrara, che parteciperà tramite il lavoro di aziende che, in seguito all'adesione al progetto, potranno usufruire di importanti sgravi fiscali: «Un modo per sfidare la crisi - ha detto il presidente dell'associazione, Giuseppe Baccioli - senza smettere di credere nel nostro territorio». Anche la Fondazione Cassa di risparmio di Carrara tra i soggetti coinvolti: «La fondazione destina da sempre buona parte dei suoi fondi a iniziative di natura sociale e culturale - ha detto il suo presidente, Alberto Pincione - ma noi non abbiamo a disposizione più di 400mila euro totali, e sarebbe impensabile destinarli tutti soltanto a questo progetto. Per questo proveremo a far rientrare questa iniziativa in un finanziamento sul scala nazionale destinato ad iniziative di natura sociale, come questa».

Al progetto parteciperà anche l'accademia di belle arti di Carrara, come ha garantito in rappresentanza della prestigiosa scuola la docente Anna Laghi, mettendo a disposizione le sue competenze e le sue professionalità, da sempre ulteriori risorse del territorio.

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