Il Tirreno

Un Festival da record riesce a sfondare a livello nazionale

Un Festival da record riesce a sfondare a livello nazionale

Il presidente Pincione: «Ormai siamo riconosciuti anche come la città di Con-vivere e miglioreremo ancora»

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CARRARA. Con-vivere va in archivio con un riconoscimento di carattere nazionale: «Quest'anno abbiamo trovato spazio anche su La Repubblica e il Corriere - afferma il presidente della Fondazione Crc (organizzatrice del Festival) Alberto Pincione - facendo di Carrara, per tre giorni una città europea che verrà riconosciuta di qui in avanti anche come la città di Con_vivere».

E’ stato un grande successo, non ci sono dubbi. Ben oltre le 20mila le presenze registrate; un programma ricchissimo e un sapiente mix tra conferenze di alto livello intellettuale, spettacoli di grande valore artistico ed eventi collaterali per tutti i gusti, il tutto svoltosi in una città ancora “arredata”, grazie a Marble Weeks. È l'America Latina che innamora, per più di una ragione: «Si tratta di un continente che condivide molto con l'Italia - ricorda il professor Remo Bodei, direttore scientifico del festival - a partire dal flusso ormai secolare d'emigrazione e immigrazione reciproca, senza dimenticare l'entusiasmante uscita della maggior parte degli stati sudamericani dalla dittatura, al di là di queste ragioni ci sono poi la musica, il calcio, il cibo ad appassionare». Insomma, dall'Argentina (con il suo 70% di popolazione di origine italiana) al Brasile, fino a Papa Bergoglio, l'America Latina può davvero definirsi sorella dello Stivale. «Da non sottovalutare poi la qualità degli interventi - prosegue Bodei - ne cito solo alcuni, quello di Gianni Minà che, al di là delle polemiche, ha innamorato buona parte del pubblico per le sue posizioni, Ermanno Olmi, con la sua spiritualità e l'Ambasciatore Carlos Cherniak che, pur essendo naturalmente patriottico, ha riconosciuto anche la realtà argentina, non negando l'esistenza di 70 milioni di poveri costretti ad arrabattarsi quotidianamente per un pezzo di pane». E proprio riguardo a Cherniak, vibrante il suo intervento alla tavola rotonda conclusiva: dopo aver assistito e controbattuto alle considerazioni ben poco lusinghiere di Omero Ciai riguardo al Presidente Cristina Elisabet Fernández de Kirchner, ha tenuto a sottolineare come la democrazia Argentina fosse all'avanguardia su più di un tema: «Nel nostro Paese - ha affermato - è sufficiente esser nati su suolo argentino per avere diritto di cittadinanza, mentre rispettiamo ogni forma di unione e i matrimoni gay sono da tempo celebrati. Il debito? - ha concluso - l'Argentina ha deciso di non pagarlo per non mandare allo sfascio lo stato sociale, non possiamo permettercelo, se non mettendo in ginocchio l'intera popolazione». Ma Cherniak è stato anche colui che, dopo aver ballato il tango con la moglie, ha confidato ad Alberto Pincione di sentirsi maggiormente in America Latina a Carrara che in Argentina, questa la conferma di un evento riuscito in pieno.

Assolutamente degno di nota poi il concerto finale, quello del gruppo “Compay Segundo” che, malgrado la scomparsa nel 2003 di Máximo Francisco Repilado Muñoz, leggendario musicista e compositore dei Buena Vista Social Club, hanno conservato intatto, forse proprio grazie al fatto di aver scelto per nome lo pseudonimo dell'indimenticato compagno di viaggio (Compay Segundo appunto), spirito e ritmo: prima di morire infatti, lo stesso  Muñoz scelse i suoi successori, affinché divulgassero la sua musica nel mondo. E il risultato è stato di ben 2 mila persone in Piazza Alberica che già alla terza canzone non hanno potuto resistere, ballando sulle note di Chan Chan, Las Flores de la Vida e, a grande richiesta, “Hasta Siempre Comandante”: «Chi viene a Cuba - hanno affermato dal palco - deve cantare questa canzone simbolo, altrimenti non potrà dire di esserci stato!».

Un coinvolgimento della città al festival che cresce di anno in anno. «Non abbiamo ancora dati sul ritorno economico sul territorio - afferma Pincione - ma se pensiamo alla straordinaria affluenza, tenendo presente dello studio dell'Isr di due anni fa, che dava il dato certo della triplicazione dell'investimento iniziale (300mila euro), non possiamo che aspettarci esiti ancora migliori». Come per ogni evento riuscito bene ci saranno anche accorgimenti per migliorare... «Certamente la sincronizzazione degli eventi - afferma Pincione - per far sì che ogni conferenza ed evento possa essere fruibile da tutti poi, probabilmente, l'ubicazione degli stand gastronomici, si potrebbe pensare a fare di Piazza delle Erbe il luogo dedicato».

Barbara Monaco

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