Il dolore
«Ma non credo che la scelta giusta siano i presidi militari»
CARRARA. «Non credo nei presidi militari e non voglio entrare nel fatto specifico. L’augurio è che un episodio come quello della ragazzina ubriaca fuori dalla festa della birra, segnalato da un...
CARRARA. «Non credo nei presidi militari e non voglio entrare nel fatto specifico. L’augurio è che un episodio come quello della ragazzina ubriaca fuori dalla festa della birra, segnalato da un genitore, possa essere utile come presa di consapevolezza da parte degli altri giovani. La speranza è che da un fatto tanto negativo possa nascere qualcosa di positivo».
A parlare è il sindaco Angelo Zubbani.
Proprio a lui si era rivolto, chiedendo di fare qualcosa, “di intervenire”, il padre che ci ha segnalato la ragazzina portata a braccio dalle amiche, e in evidente stato di ebbrezza, fuori dalla Septemberfest.
«C’è una riflessione di carattere più generale che bisogna fare - conclude Zubbani - partendo dalla considerazione che lo spazio dei giovani che sta fra la famiglia e la società è esposto a tutte le insidie che la società stessa presenta: la rete protettiva, a maglie ben strette, deve essere quella composta dagli amici, dalla scuola, dai contesti. Ed è qui che bisogna lavorare, non con i controlli a tappeto ma con una ampia opera di prevenzione».
Anche per l’assessore alla Cultura Giovanna Bernardini la prevenzione è uno strumento importante per scoraggiare l’abuso dell’alcol fra i giovani. E la scuola e le istituzioni il loro lavoro lo stanno già facendo.
«Al liceo scientifico, ad esempio - sottolinea la Bernardini - si fa da tempo un grande lavoro per la prevenzione dell’abuso di alcol e di droghe. Come assessorato da 5 anni stiamo puntando sulla comunicazione, a tutti i livelli, partendo dalle scuole materne fino a elementari, medie e istituti superiori, per potenziare il controllo delle emozioni. Lo portiamo avanti negli istituti che ne fanno richiesta, ormai da parecchio tempo e continueremo a farlo anche per quest’anno».
Insomma qualcosa, e da tempo, si sarebbe già mosso. Ma per l’assessore il problema è anche un altro.
«Non possiamo nasconderci che viviamo in un periodo in cui l’esposizione al rischio dell’abuso di sostanze è altissimo - afferma la Bernardini - Noi, la scuola, le istituzioni, possiamo fare molto, a ci troviamo ad avere dall’altra parte strategie di comunicazione massicce, che riescono ad essere sempre più penetranti nel mondo dei giovani e dei giovanissimi».
«Il passo avanti da fare - conclude l’assessore - è proprio questo: cercare anche noi metodologie di lavoro sempre più efficaci, che siano in grado di rimetterci a stretto contatto con i ragazzi».
(a.v.)
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