Il Tirreno

La tavola rotonda: «Sull’America Latina dobbiamo uscire dagli schemi»

Un’America Latina lontana dai soliti schemi convenzionali. Questa l’immagine uscita dalla conferenza conclusiva “L’America Latina sulla scena globale” dell’ottava edizione del Festival Convivere 2013....

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Un’America Latina lontana dai soliti schemi convenzionali. Questa l’immagine uscita dalla conferenza conclusiva “L’America Latina sulla scena globale” dell’ottava edizione del Festival Convivere 2013. Un parere condiviso da tutti gli ospiti dell’evento di domenica scorsa, tanto italiani, come Niccolò Locatelli della prestigiosa rivista “Limes” ed il giornalista Riccardo Romani, tanto stranieri, come l’ambasciatore dell’Argentina, Carlos Cherniak, e del Messico, Miguel Ruiz-Cabanas Izquierda. «Un errore storico dei media e della politica europea - ha spiegato Romani - è stato di avere diffuso un’immagine a proprio uso e consumo del continente sud-americano, visto come un tutt’uno omogeneo e noto soltanto per le tragedie ed il calcio». Sulla stessa linea, con molto calore, si è espresso anche l’ambasciatore argentino, che ha detto di cessare «di guardare all’Argentina ed ai paesi latino- americani secondo un’ottica europacentrico, per cui esiste solo un modello di democrazia e di uscita dalla crisi economica. Noi stiamo cercando delle nostre strade in termini di democrazia e sviluppo e, sono convinto, potremo offrire in futuro un importante contributo alla comunità internazionale nell’ambito di questi valori». Più spiritoso, l’ambasciatore Izquierda che, nel suo “itagnolo”, da lui così battezzato, ha inteso sottolineare «la lunga storia di rapporti intrecciati esistenti fra il continente americano meridionale e l’Italia, i quali costituiscono un punto di partenza importante per definire una nuova cooperazione internazionale». Se i media hanno guardato all’America Latina con occhi pieni di pregiudizio, non così la comunità scientifica italiana che, da tempo, si è impegnata in uno studio approfondito delle singoli realtà sociali, economiche e culturali del Sud America. «Negli ultimi 15 anni - ha spiegato Locatelli - i paesi latino-americani si sono avvantaggiati di condizioni favorevoli per il loro sviluppo, da governi finalmente stabili ad una richiesta crescente di materie prime dalla Cina». «A differenza che nel passato, inoltre, le nuove democrazie di questo Sud del mondo possiedono le chiavi per decidere del proprio futuro». Non sono mancati interventi, anche un po’ polemici dal pubblico, molto numeroso. In particolare, dell’argentino, Danilo Larrondo, che ha rinfocolato le polemiche sull’ex-presidente venezuelano Chavez. «I meriti di Chavez principalmente nella politica sociale sono indiscutibili». (l.m.)

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di Redazione web