Il Tirreno

Crocieristi, ma non a Colonnata

Crocieristi, ma non a Colonnata

E intanto salta il progetto del mercato dei souvenir: i negozianti sono contrari

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CARRARA. Il futuro del turismo in cava: niente crocieristi a Colonnata, almeno per il 2014. Salta anche l'area mercatale al Tarnone. Sosta alle cava di Michelangelo, con lo spettacolo “in diretta” del taglio di una bancata; visita alla galleria Ravaccione e sosta alla Larderia Giannarelli, a ridosso del paese di Bedizzano, per acquistare un po’ del famoso lardo di Colonnata: sono queste le tre tappe del pacchetto che Intercruises venderà a partire dal 2014 ai croceristi che faranno scalo alla Spezia e che vorranno visitare le celebri cave di marmo di Carrara. Una volta scesi dai pullman che li porteranno dal porto ligure a San Martino, i crocieristi saliranno a bordo di alcune jeep in direzione cave, non senza aver effettuato una sosta di almeno un’ora e mezzo in centro città: una tappa, questa, fortemente voluta dall’amministrazione carrarese che negli incontri con i manager del colosso delle crociere ha chiesto e ottenuto la visita nel centro storico, passaggio giudicato strategico per il rilancio del commercio e di Carrara.

Il resto del pacchetto offerto ai croceristi, è tutta opera dei dirigenti di Intercruises che, dopo una serie di visite sul territorio, tenuta conto di logistica e tempistica, hanno deciso come e dove fermarsi, scartando – ad esempio – la visita di Colonnata.

Una scelta che è balzata immediatamente agli occhi della commissione Attività Produttive: ieri mattina, dopo aver ascoltato l’aggiornamento dell’assessore Fabio Traversi sul fronte delle crociere, Simonetta Corsi (Pd) e Maria Elena Musetti (Pdl) hanno auspicato una “correzione” del pacchetto, per includere anche la tappa nel paese del Lardo.

«E’ una decisione non nostra, diciamo che intanto siamo contenti che i croceristi arrivino, poi una volta consolidato il rapporto, cercheremo di convincere Intercruises a fermarsi anche a Colonnata»” ha replicato l’assessore Fabio Traversi.

Anche perché, il futuro del turismo al monte e di quel versante in particolare è in fase di evoluzione: l’amministrazione ha infatti deciso di rimettere mano al progetto Piuss del Tarnone, quello che prevedeva la realizzazione di una grande area mercatale dove concentrare i negozi di souvenir della zona.

Come gli altri due progetti - quello di San Martino per la costruzione di un centro di accoglienza turistico e quello di Fossacava, per la sistemazione della via d’accesso e il recupero del fabbricato, entrambi ri-aggiudicati lo scorso agosto dopo la risoluzione per inadempienza dei contratti affidati con gara pubblica – anche l’iter del Tarnone ha subito una battuta di arresto: in questo caso però non si tratta beghe finaziarie delle ditte appaltatrici ma piuttosto della sostenibilità e della condivisione del progetto.

Al momento di mettere a punto il progetto, l’amministrazione avrebbe fatto i conti senza l’oste, decidendo di concentrare i negozi di “souvenir” al Tarnone, senza però consultare i diretti interessati molti dei quali, oggi, a seguito di una serie di incontri, avrebbero risposto picche all’idea del trasloco. Preso atto di questa indisponibilità, sabato scorso, la giunta ha approvato una delibera per “rivedere” il progetto. «Abbiamo varato un avviso di interesse pubblico per chiedere la partecipazione e il contributo di tutti alla stesura di un nuovo progetto» ha spiegato Traversi. Insomma per non rischiare di far saltare i finanziamenti del Piuss (che, lo ricordiamo, sono stati spartiti tra Massa e Carrara proprio sulla base dei progetti presentati a suo tempo), l’amministrazione deve reinventare un progetto, utilizzando in modo “spendibile” quel milione e settecentomila euro già destinati al Tarnone.

Il nodo della sala giochi alla Lugnola. In chiusura di seduta, il presidente di commissione Fabrizio Giromella (Sel-Sorridi Carrara)è tornato a sollecitare l’amministrazione sul caso della sala giochi della Lugnola, aperta con il via libera della Prefettura nonostante il divieto previsto dal piano del commercio varato dal Comune.

«Ci siamo attivati con la questura, abbiamo rispedito loro il regolamento e stiamo cercando di collaborare» ha replicato l’assessore, lasciando chiaramente intendere che l’amministrazione sta cercando di evitare un braccio di ferro istituzionale su questa vicenda.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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