Il Tirreno

Biblioteca, si mobilita il Comitato

«Caro Comune, certi “privilegi” non ci interessano: abbiamo diritti ben definiti»

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CARRARA. «Strani privilegi quelli di Avenza: dopo essere stata privilegiata dal fatto che le biblioteche di Carrara e Marina sono state ampliate e la sua no, ora viene “privilegiata” come sala di lettura, ma con la riduzione dei servizi bibliotecari per motivi di spazio (così è stata giustificata)»: così scrive, in una nota, il Comitato Biblioteche di Avenza e Marina (il riferimento dei “privilegi” è al contenuto di un comunicato stampa comunale che illustrava i nuovi orari). «Ma è una storia di privilegi - aggiunge il Comitato - che viene da lontano: a metà Ottocento, poichè Avenza, aveva il privilegio di essere la più povera delle vicinanze e di non avere scuola, il grande scultore Carlo Finelli le donò un patrimonio perchè avesse l’istruzione per i suoi giovani. Poi questo patrimonio godette del privilegio dell’esproprio, per la costruzione del viale XX Settembre, del deposito tranviario e della Zona industriale (ma solo per la scuola elementare Carlo Finelli con finalità conformi al lascito). In tempi più recenti, per la costruzione del nuovo Asilo Finelli, fu la volta della sperimentazione privilegiata dell’amministrazione dell’Ospedale, che la indebitò nei confronti della Cassa di Risparmio, la quale aveva costruito il palazzo della sua filiale nel terreno della Fondazione Finelli, ma vantava la differenza del finanziamento della recinzione, non previsto dal contratto. Nel frattempo c’era stato anche il privilegio delle ruspe che, nel 1974, avevano demolito la splendida villa settecentesca del Finelli in quanto “rudere fatiscente”. La cocciutaggine dei politici avenzini di allora impedì tuttavia il privilegio della cementificazione del parco, pretendendo che il comune intervenisse nel ripianare il debito, acquisendo i terreni residui, realizzandovi un centro culturale con biblioteca e sala convegni conforme al volere testamentario, finalizzato all’istruzione e alla cultura. Perchè il Comune non si disturbi a concedere ancora i privilegi ad Avenza, accantoni la rendita dei beni Finelli non utilizzati per l’istruzione e la cultura (compendio immobilare Cat in primis) e paghi i bibliotecari a tempo pieno; il dovuto non è un privilegio», conclude il Comitato Biblioteche di Avenza e Marina.

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